Il Tirreno

Versilia

Ciak, si torna in sala: e scatta l’applauso

Cristina Bulgheri

Tanta emozione al “Centrale” per la ripresa delle proiezioni. E c’è chi confessa: «Stanotte non riuscivo a dormire»

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Cristina Bulgheri

viareggio. Una parola e un applauso liberatorio. Quando – dopo mesi di lunga attesa – si spengono le luci in sala e il grande schermo si illumina, dalla platea del cinema Centrale di via Battisti, tornata a popolarsi, si leva un coro di “Finalmente!”. E in quell’avverbio sta contenuta l’immensa voglia che da un anno e più – a parte la breve pausa estiva – ha costretto cinefili e semplici fruitori della celluloide a stare lontani dalle poltroncine e dalle sale cinematografiche. «Finalmente» afferma Claudia Checchi, mentre si avvicina al botteghino per ritirare il suo biglietto prenotato on line. «Sarei potuta a venire qualsiasi cosa venisse proposta, anche un cinepanettone, pur di poter mettermi seduta su queste poltrone. E volevo farlo a tutti i costi oggi (giovedì), primo giorno di apertura: lo avevo segnato sull’agenda».

Conto alla rovescia che ha accomunato anche i calendari di Michela, Elena e Fabiana che si sono date appuntamento davanti al Centrale per un ritorno in sala con il “bòtto”: «Forse sarei venuta comunque – sostiene Michela – ma tornare ed avere la possibilità di vedere “Nomadland” e Frances McDormand (l’attrice protagonista, fresca di Oscar per la migliore interpretazione femminile) è davvero la migliore delle situazioni possibili».

La riapertura delle sale iha coinciso con l’ingresso nei circuiti cinematografici dei film che hanno partecipato alla corsa per l’assegnazione degli Oscar, che ha visto trionfare proprio il road western movie della regista cinese Chloé Zhao che gìà a settembre aveva fatto parlare di sé conquistando il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia. «Lo ammetto: stanotte non ho dormito sapendo che oggi avrei potuto prender posto in una delle poltroncine». Quella di Leonardo Bellè, che studia cinematografia all’Università è una confessione: «Quasi non ci credevo più, non ci speravo, invece il cinema ha riaperto subito, appena è stato dato l’ok dal governo e per di più con una pellicola importante come Nomadland, a due giorni dalla notte degli Oscar». Al suo fianco Marco La Piano. Giovani, tanti: affamati di cultura e di eventi. Il cinema Centrale gestito da Fabrizio Larini, ex sindaco di Massarosa, si è fatto trovare prontissimo all’appuntamento: «È tutta la settimana che ci prepariamo, abbiamo pulito tutti gli ambienti per poi lasciare il campo alla ditta specializzata nella sanificazione», affermano Grazia Romoli e Armando Lippi, mentre accolgono gli spettatori all’ingresso della sala per la consegna dei ticket e per la misurazione delle febbre. Centoquaranta gli spettatori accorsi giovedì nei due turni di spettacolo – alle 17 e alle 19.30 – la maggior parte dei quali (intorno al 90%) si erano assicurati il biglietto prenotandolo on line per il timore di non trovare posto. Anche Grazia e Armando hanno ritrovato il loro, l’una al bancone del botteghino e l’altro all’ingresso della sala: «La speranza per noi e per tutti è davvero quella di poter continuare e non come in estate che abbiamo riaperto a fine agosto e dopo un mese e mezzo siamo stati costretti a richiudere». Dita incrociate, timori, una comprensibile scaramanzia che si mescolano alla voglia di una ritrovata normalità. «È un inizio – dice Leonardo – non sono un frequentatore fisso dei cinema, ma poterci tornare è il segno di una quotidianità riconquistata». La voglia è tanta. Esserci al momento dei titoli di testa è per tutti una scommessa sul domani. —

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