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Versilia

il blitz 

Prostituzione cinese in casa: un arresto

Cesare Bonifazi

Operazione delle forze dell’ordine in un’abitazione nelle vicinanze del Piazzone. Sequestrati anche vari oggetti

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Cesare Bonifazi

Viareggio. Dai centri massaggi alle case. Quelle insegne che promettevano sedute rilassanti in realtà celavano tra le luci soffuse dei cubicoli un giro di sfruttamento della prostituzione che è stato più volte oggetto di blitz delle forze dell’ordine. La pandemia ha colpito anche il “settore” dell’hard tanto che il sesso a pagamento si è trasferito da queste attività alle case. Nel nostro ordinamento giuridico, va ricordato, non è espressamente vietata la prostituzione mentre lo è il suo favoreggiamento e lo sfruttamento, ed è proprio per questo motivo che, anche in questo periodo, le forze di polizia continuano le azioni per contrastare il fenomeno.

Nel pomeriggio di martedì, secondo quanto viene riportato dalla polizia in una nota, gli agenti del commissariato di Viareggio hanno arrestato una donna di origine cinese perché faceva prostituire una sua connazionale in una casa nelle immediate vicinanze della zona della stazione.

La squadra anticrimine ha infatti portato in carcere una donna di 42 anni (di cui non è stato dato il nome ma sono state fornite solamente le iniziali W.J).

La donna, irregolare sul territorio nazionale, è stata colta in flagranza del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione posta in essere in un’abitazione nel centro di Viareggio. Secondo quanto riportano le fonti di polizia, la donna è stata sorpresa mentre procurava degli incontri sessuali che venivano fissati tramite telefono con i clienti che riuscivano a raggiungere la donna tramite annunci su internet oppure tramite il passaparola tra i clienti. Le donne pare vivessero insieme nello stesso appartamento: una si occupava di procacciare appuntamenti e l’altra eseguiva le prestazioni,

Quando i poliziotti sono entrati nell’appartamento hanno trovato oltre 12mila euro in contanti, molto probabilmente il ricavato dell’attività. Il denaro è stato sequestrato insieme ad altro materiale che costituivano i cosiddetti “attrezzi del mestiere”: lubrificanti, preservativi e altri oggetti che venivano utilizzati durante le prestazioni a pagamento.

Al termine delle formalità procedurali, la donna è stata portata in carcere a Pisa già dalla giornata di martedì. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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