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Aspiranti sposi costretti a rinviare le nozze: «Basta con le incertezze»

Sabrina Chiellini
Aspiranti sposi costretti a rinviare le nozze: «Basta con le incertezze»

Federico e Melissa sono stati costretti già una volta a gettare via partecipazioni e confetti. «Viviamo un incubo»

28 aprile 2021
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VIareggio. La prima data di nozze l’avevano fissata per il 27 giugno 2020. Poi hanno rimandato al 19 giugno 2021. Ma ora Federico e Melissa, che hanno un figlio di sei anni, Lorenzo, si trovano a vivere lo stesso incubo del primo matrimonio “disdetto”, alla fine della prima fase della pandemia. Dopo l’approvazione del decreto Covid che non prende in considerazione i matrimoni, come molte altre coppie si sentono abbandonati. Nessuna certezza. Non sanno nemmeno se possono organizzare il ricevimento, quante persone possono invitare. È tutto in alto mare. E ancora non hanno dimenticato le partecipazioni e i confetti gettati via un anno fa. «Il giorno più bello della nostra vita, che aspettavamo da tanto tempo e che finalmente potevano avere, è diventato una specie di calvario. Questa situazione ci sta mettendo a dura prova», dice Federico Fabbriciani, 38 anni, dipendente di Euronics a Viareggio. Tanti anni passati insieme a Melissa Coppedè, commessa in una profumeria Douglas a Viareggio. Il loro sogno è quello di potersi dire finalmente “sì” con una bella festa e tanti invitati. E adesso la delusione di non potersi sposare a causa delle misure di contenimento della pandemia.

«Dopo rinvii e soldi buttati siamo stufi. – dicono i due “sposi promessi” – La Versilia è da sempre luogo di sogni e meraviglia, soprattutto in estate, con il mare e le spiagge che ci fanno amare questo luogo baciato dalla fortuna. Il nostro desiderio è sempre stato quello di sposarci sul mare. Dopo che, con tanti sacrifici, siamo riusciti a mettere da parte qualche soldo, abbiamo deciso di coronarlo quel sogno» aggiunge Federico.

La coppia di Capezzano Pianore ha programmato di sposarsi a Marina di Pietrasanta sulla spiaggia, con un ricevimento per un centinaio di invitati al ristorante del Bagno Carla. «Ad oggi però il governo non considera i matrimoni, ma riapre gli sport di contatto amatoriali, senza mascherine e senza greenpass. Richiede solo che ci si misuri la febbre e a volte non viene fatto neanche questo», si sfoga Federico. «A calcetto si può giocare, ma organizzare una festa di nozze è un’incognita. Come è possibile? Noi da buoni cattolici non sappiamo più a che santo votarci, non capiamo come mai nessuno ponga almeno una domanda a chi ci governa» aggiungono i due conviventi. L’unico pronto a sposarli è il parroco. Nella chiesa che hanno scelto possono entrare fino a 70 persone. «Non ci capacitiamo come un giorno così bello rischi di diventare un così brutto incubo. Cosa dobbiamo fare? Non possiamo gettare altri soldi perché c’è questo clima generale di incertezza».

Tante le domande senza risposta. In zona gialla potranno organizzarsi banchetti? Se è sì, con quante persone? Stesse regole per il pranzo o per una cena? Come organizzare una cena post-matrimonio con un coprifuoco alle 22? Intanto i vestiti da sposi, quelli che hanno scelto e pagato l’anno scorso, restano nell’armadio. Proprio come il loro desiderio che è chiuso in un cassetto in attesa di tempi migliori. –

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