Lutto
Camion nella scarpata, l’autista salvo per miracolo - Video
L’incidente sulla via di Arni: il mezzo pesante era pieno di scaglie di marmo. Il conducente, di Camaiore, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo: ricoverato a Pisa
STAZZEMA. Carico con diverse tonnellate di scaglie di marmo bianco, lunedì alle 13.25 Claudio Piagentini, classe 1962 e residente a Camaiore, stava scendendo a valle lungo la via provinciale di Arni. Proveniva proprio dalla frazione di Arni, da cava Conca Castellina, ed era diretto a Massarosa nella sede della Pedrini e Mortali aggregati dove avrebbe scaricato il materiale. Ma quel carico di sassi di carbonato di calcio non è mai arrivato a destinazione. Perché ad un paio di chilometri prima del paese di Retignano (Stazzema) – per cause che i carabinieri devono ancora accertare – Piagentini è finito fuori strada.
Il camion ha sfondato il guardrail e ha fatto un volo di circa 30 metri nella scarpata scoscesa, fra alberi rovi e rocce. Mentre l’autista è schizzato dal vetro anteriore per altri dieci metri, salvandosi per miracolo. Dietro di lui seguiva un’auto che ha visto la dinamica. Chi era a bordo della macchina ha notato che il camionista – della ditta MM Autotrasporti di Viareggio, di Marcello Marchi – è finito fuori strada progressivamente. Niente sbandate improvvise o urti con altri mezzi. Avrebbe fatto tutto da solo e su un tratto di strada diritto, quello che precede (scendendo) il cosiddetto nuovo ponte, un’opera pubblica fatta circa venti anni fa che ha eliminato una “esse” sottomonte assai pericolosa.
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Una volta che il mezzo pesante però ha urtato la barriera, quest’ultima non ha certo retto al peso del veicolo carico che è finito di sotto. I primi ad arrivare sul posto sono stati i volontari e l’operatore della Pubblica assistenza di Pontestazzemese. In un minuto circa di discesa a piedi nella scarpata, fra i sassi bianchi persi dal camion, le piante abbattute e il terreno impervio, hanno raggiunto il conducente. Che è sempre rimasto cosciente seppure ferito in modo grave ma non a rischio di vita.
«Il camionista era circa dieci metri più in basso del mezzo, sopra delle rocce – racconta Ivano Cagnoni della Pubblica assistenza, che è stato i primo ad arrivare sul luogo –. Probabilmente è stato sbalzato fuori dalla cabina, dal parabrezza, mentre il camion rotolava. Forse è stata la sua fortuna perché l’abitacolo è tutto schiacciato».
Dopo di loro sono arrivati i vigili del fuoco, l’automedica da Querceta, i carabinieri della stazione di Seravezza che si sono occupati dei rilevamenti, i vigili urbani di Stazzema e l’elisoccorso Pegaso.
Quest’ultimo ha caricato a bordo il ferito dopo la discesa del medico e dell’infermiere. Operazione che però è stata preceduta dal taglio di alcuni alberi – grazie all'intervento di un dipendente della Provincia di Lucca – che nascondevano il luogo in cui si trovava l’autista e rendevano difficile l’uso del verricello.
Piagentini, che ha riportato diverse fratture, è stato così trasportato all'ospedale Cisanello di Pisa con l’elisoccorso. Fra le ipotesi, per spiegare come l'autista sia potuto andare fuori dalla carreggiata, c’è quella di un malore o di una distrazione.
Piagentini aveva caricato a Conca Castellina. Il bacino di marmo trova sopra l’abitato della parte bassa del paese, in località Campagrina, proseguendo la strada comunale che conduce al cimitero della frazione.
Quel posto è a circa mille metri di altezza sul livello del mare, ma nascosto fra le montagne delle Alpi Apuane nell'area del Parco regionale. La cava è di proprietà della società massese Costa Medicea, che sta realizzando un piano di recupero. Cioè non scava il monte per fare blocchi di marmo, ma sta soltanto liberando un vecchio ravaneto dai detriti bianchi accumulati da attività di estrazioni fatte nel passato da altri.
La Costa Medicea è anche titolare dell’autorizzazione del piano e dirige i lavori, che però sta facendo fare alla Pedrini e Mortali di Massarosa – la più grossa azienda della Versilia di lavorazione di inerti – che talvolta per il trasporto delle scaglie si avvale anche della MM Autotrasporti che infatti non è la prima volta che si occupa di recuperare scarti di marmo nei siti - anche altri - dell’Alta Versilia. —
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