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il cerimoniale 

Bufera sul 25 aprile: è scontro tra amministrazione e Anpi

L’Associazione partigiani:  ennesima gaffe del Comune sulle celebrazioni L’amministrazione comunale si difende: nessun errore

27 aprile 2021
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Massarosa. Il 25 aprile sta diventando un caso politico a Massarosa. I fatti raccontano che il cerimoniale del sindaco Alberto Coluccini e del presidente del consiglio Claudio Marlia ha seguito linee quantomeno irrituali: le celebrazioni sono avvenute davanti alla targa della prima guerra mondiale ed è stata eseguita una canzone che ricorda le truppe italiane attraversare il Piave nel 1915. Già l’anno scorso l’amministrazione era entrata nella bufera a causa dell’esclusione dell’associazione partigiana alle celebrazioni, sia per il 25 aprile che per l’anniversario della liberazione di Massarosa da parte delle truppe brasiliane. Gabriella Paolini, presidentessa della sezione Anpi di Massarosa racconta i fatti: «Alle 11 – davanti al palazzo comunalenella piazza dedicata a Giancarlo Maria Taddei martire della Resistenza, ha inizio la celebrazione. Dell’evento ancora non c’è comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale sul sito web o sui social. C’è il sindaco Coluccini a celebrare il 25 aprile giorno della Liberazione, poche parole di circostanza, l’alzabandiera con l’inno di Mameli che si interrompe e riparte due volte, poi la musica del Piave e la corona deposta sotto la lapide ai caduti della prima guerra mondiale e non, come ogni anno, sotto la lapide che ricorda la Liberazione di Massarosa dal nazifascismo. Il sindaco è stato cortesemente invitato dall’Anpi a posizionare correttamente la corona e a esplicita richiesta di intervenire da parte nostra è stato risposto: “la cerimonia istituzionale è finita”. Mentre Coluccini si barricava come di consueto nel palazzo comunale la corona è stata posta da alcuni cittadini sotto la lapide giusta ed è stata data lettura senza microfono della poesia di Ungaretti».

Ma l’amministrazione non ci sta e si giustifica tirando in ballo che «la canzone del Piave è stata anche per un periodo inno nazionale dopo l'armistizio del '43, è da anni adottata dalle cerimonie di tantissimi Comuni italiani per il suo valore istituzionale, oltre che di unità. Per la scelta del monumento, non potendo per le disposizioni covid optare per un corteo al monumento di Piazza Vittorio Veneto, abbiamo deciso per quello al Municipio che ha priorità nel cerimoniale rispetto a una targa. Noi a differenza di chi fa solo polemica conosciamo la storia ed anche il rispetto delle istituzioni e dei cerimoniali».

Il presidente del consiglio Claudio Marlia conclude: «Il mio inno è l'Inno di Mameli, la mia bandiera il tricolore, onorerò sempre i caduti di tutte le guerre». Il 25 aprile ricorda la liberazione dall’occupazione nazifascista, non “tutte le guerre”. —

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