Gioco
Firme da tutto il mondo per la legge antifascista di Stazzema
A Sant’Anna di Stazzema la celebrazione a ranghi ridotti. La proposta legislativa raggiunge le 250.000 firme
Tiziano Baldi Galleni
Stazzema. Stefano ha fatto 400 chilometri di viaggio, in Australia dove abita, per andare a Sidney a consegnare e poi far spedire a Stazzema una ventina di firme di italiani residenti in quel continente. «Ce n’è bisogno perché in tutto il mondo stanno risorgendo ideologie basate sull’odio». Eleonora invece si è occupata di far sottoscrivere la legge di iniziativa popolare antifascista a Parigi. «Votiamo e leggiamo quotidiani italiani – spiega – e ho voluto supportare chi cerca soluzioni ad un problema. Mi ha fatto sentire parte di una comunità». Loro due sono stati fra i protagonisti del 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema, con le loro testimonianze trasmesse in video. Non erano lì fisicamente ma sono intervenuti nella diretta Facebook che ha registrato la celebrazione al monumento ossario, avvenuta senza pubblico. La festa della Liberazione a Sant’Anna è stata l’occasione per citare il disegno di legge promosso dal sindaco di Stazzema, oltre che per ricordare eventi dalle cui ceneri è nata la democrazia, è stata conquistata la libertà e i principi costituzionali. È stato il primo cittadino Maurizio Verona ad aver parlato della proposta di legge di iniziava popolare, partita proprio dal Parco nazionale della pace. Ha raggiunto al momento 250mila sottoscrizioni. «Ma le firme stanno ancora arrivando. Il 29 aprile consegneremo i moduli al Parlamento, e incontreremo deputati e senatori che - ha detto Verona - dovranno prendere in mano il testimone perché la legge possa essere messa in calendario e non fare la fine dei fascicoli di Sant’Anna di Stazzema caduti nell’oblio. Solo dopo 50 anni dalla strage siamo riusciti ad avere un processo che ha individuato i responsabili». Nonostante non ci sia stato il calore di tanti affezionati a quel luogo della memoria, il momento è stato solenne e sentito. Fra i presenti c'era il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’ex ministro per il sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, ed Enrico Pieri presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna. La celebrazione inoltre è stata scandita da tre momenti musicali con Cisco Belotti, voce dei Modena City Ramblers, che ha registrato i brani davanti alla piazza della chiesa del paesino di Stazzema ricordato per la strage del 12 agosto 1944 in cui morirono centinaia di civili, fra bambini donne e anziani. In quella tragedia umana si salvò Enrico Pieri, che aveva 10 anni. «Il 25 aprile di 76 anni fa – ha ricordato Pieri - non fu una festa, ma una piaga di quello che subimmo: eravamo spogli di tutto, senza affetto e senza niente. Ci sono voluti anni per superare quello che accadde. E oggi dobbiamo ricordare ai giovani che fare salti nel passato è un errore: la guerra non porta mai bene». In fondo è la missione di Pieri: trasmettere tutto questo ai ragazzi. Per questo ha donato la sua abitazione di Sant'Anna al Comune, per farne un ostello in cui ospitare le scolaresche nel Parco della pace. Lo sa anche Giani che ha appunto garantito che la Regione sosterrà quel progetto.
«L'Associazione Martiri ha saputo rialzare la testa – ha detto Giani – per trasmettere i valori della pace». Il Presidente ha ricordato la spinta per istituire con legge nazionale il Parco nel 2001, grazie anche a Ciampi, e la realizzazione del Museo della resistenza che è l'archivio storico di Sant'Anna. «Ci prenderemo l'impegno perché la casa donata da Pieri possa essere una foresteria per i giovani. Sono loro gli anticorpi di certe ideologie».
E a proposito di impegni (e di promesse, speriamo da mantenere), il presidente Giani ne ha fatta anche un’altra nell’incontro on line con i sindaci della Versilia, compreso Maurizio Verona, organizzato dal Pd di Viareggio nei giorni scorsi: «Voglio che quando non sarò più presidente della Regione – ha detto – si possa dire che si va da Stazzema a Sant’Anna senza dover riscendere verso le strade litoranee della pianura». —
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