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Versilia

in tribunale 

Rinviato a giudizio il giovane che uccise la madre a Camaiore

Cesare Bonifazi
Rinviato a giudizio il giovane che uccise la madre a Camaiore

Andriy Bocksan aveva usato un posacenere e infierito con dieci coltellate Lo ha deciso ieri il gip: la prima udienza in Corte d’Assise fissata a luglio

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Cesare Bonifazi

Camaiore. Si dovrà presentare davanti alla Corte d’Assise di Lucca Andriy Bocksan, 30 anni, accusato di omicidio volontario aggravato della madre, Larisa Smorlyak, che all’epoca dei fatti aveva appena 49 anni. Si è tenuta infatti nella giornata di ieri l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Riccardo Nerucci: in quella sede è stato deciso il rinvio al giudizio. La prima udienza del processo si terrà il prossimo luglio.

Il fatto risale ad appena un anno fa, il quattro marzo 2020. Il giovane chiamò il 112 per comunicare l’uccisione della madre nella loro casa al secondo piano di una palazzi di via Roma al civico tre di Camaiore, nelle immediate vicinanze del centro storico. Fu proprio Bocksan, all’arrivo dei carabinieri, a confessare in un primo momento il delitto avvenuto pochi minuti prima. Ai carabinieri che ritrovarono il corpo della donna orribilmente straziato da un colpo con il posacenere e da dieci coltellate inflitte, aveva raccontato di averla uccisa in preda a un raptus e di non essere stato in grado di fermarsi.

Madre e figlio erano arrivati in via Roma da un paio di anni e conducevano una vita riservata. Chi abita nella stessa zona aveva con loro solo rapporti saltuari. In casa i rapporti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, erano molto tesi e pare che i due si parlassero a malapena. Quel mercoledì pomeriggio intorno alle 15 Andriy aveva accompagnato la madre a fare la spesa. Nulla faceva presagire che in pochi minuti si sarebbe scatenata la furia omicida. Ci sarebbe stata un’accesa discussione, forse per questioni di denaro, al culmine della quale il giovane, secondo la ricostruzione fatta sul posto, avrebbe preso un pesante posacenere con il quale ha tramortito la donna, malata di Sla, e l’avrebbe pugnalata per almeno dieci volte con un coltello da cucina.

Il ragazzo poi, quando fu portato in carcere e interrogato di nuovo, disse di non ricordare niente di quei momenti: il suo racconto in quel momento fu più fumoso. Disse di non avere alcun ricordo né dell’aggressione né dell’uccisione.

La famiglia del ragazzo, originario dell’Ucraina ma da anni in Italia insieme alla madre, aveva raccontato che Andriy da tempo viveva sotto l’effetto di alcuni antidepressivi che lo avevano offuscato. —

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di Redazione web