Attenzione
Arrestati due spacciatori dopo un inseguimento
Sono due magrebini trovati con 5mila euro, cocaina e un chilo di hashish L’operazione è scattata nella pineta di Levante, il denaro era vicino ai binari
VIAREGGIO. Altri due spacciatori sono finiti in manette nel corso di un’operazione della polizia nella pineta di Levante, una delle “piazze” dello spaccio versiliese, tra Torre del Lago e Migliarino. Oltre all’arresto dei due pusher che hanno tentato di darsi alla fuga e sono stati bloccati nel territorio di Vecchiano, gli agenti hanno sequestrato circa 5mila euro, più di un etto e mezzo di cocaina e un chilo di hashish. Il blitz è scattato dopo che durante il controllo organizzato nella pineta i poliziotti hanno notato tre persone lungo i binari, abitudine questa altrettanto nota, come lo è lo spaccio nella macchia. Uno è riuscito a dileguarsi mentre Amed Ezzahi, di 27 anni e Derbali Sauber, 40 anni, magrebini, sono finiti in manette, accusati del reato di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.
Gli arrestati, ora in carcere a Pisa, avevano nella loro disponibilità un coltello e cinque mila euro (probabile provento di spaccio). Mentre sul luogo del primo avvistamento la polizia ha rinvenuto grossi quantitativi di stupefacente: 160 grammi di cocaina, in parte già confezionata in dosi e diversi panetti di hashish per il peso complessivo di un chilo e duecento grammi. Derbali Sabeur è già stato arrestato nel 2017 nella pineta di Torre del Lago ed era ricercato in quanto destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito dell’operazione Pusher, condotta dalla squadra mobile nel corso 2018. Mentre Amed Ezzahi, è fratello di un altro spacciatore, noto con il soprannome di Bimbo, latitante dal 14 dicembre scorso, quando è sfuggito alla cattura in esecuzione dell’ordinanza cautelare restrittiva emessa nell’ambito del procedimento coordinato della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. Quella mattina e nei giorni immediatamente successivi la polizia ha effettuato nella provincia di Lucca una decina di arresti di personaggi riconducibili all’organizzazione finita nel mirino degli investigatori, organizzazione che aveva scelto la pineta come base operativa adibendola a piazza di spaccio, presidiata notte e giorno, anche con l’uso di armi, con sentinelle, addetti allo spaccio e addetti all’approvvigionamento di viveri, alla costruzione di manufatti per dormire, cucinare e per nascondere lo stupefacente. Oltre agli arresti furono sequestrati 110 chili di hashish e 350 mila euro, nascosti sotto i binari.
Nonostante le varie operazioni condotte dalle forze dell’ordine la pineta e i binari della ferrovia restano meta di clienti e spacciatori che sperano così di nascondersi più facilmente. –
Sabrina Chiellini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
