Il Tirreno

Versilia

in tribunale 

A Camaiore un magazzino utilizzato dai ladri di frantoi

Melania Carnevali

In via Arginvecchio veniva portata la refurtiva che poi partiva per l’estero Sette le persone coinvolte secondo le ipotesi della procura di Massa

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Melania Carnevali

camaiore. La mente della banda, secondo l’accusa, era Giuseppe Cardinale, un imprenditore di 45 anni originario di Salerno e amministratore della ditta Siria car srl, che avrebbe gestito la compravendita di frantoi rubati. Gli altri lo avrebbe aiutato nel furto, nel trasporto e nella falsificazione degli atti da presentare al momento dell’imbarco o alle forze dell’ordine in caso di controllo. E per farlo si sarebbero avvalsi anche del nome di una persona defunta. Su via Arginvecchio a Camaiore si trovava, secondo l’ipotesi accusatoria, uno dei magazzini dove è stato portato uno dei frantoi spariti per poi essere portati all’estero.

a processo

Una storia di furti, ricettazione e uso di atti falsi, ricostruita alla procura di Massa e risalente al biennio 2010-2011. Per quei fatti sono finiti a processo otto uomini: Cardinale, Egidio Carlomagno, classe 1978 e originario di Potenza; Piergiorgio Pedroni, 46 anni di Carrara, Michele D’Apote, anche lui 46 anni di Foggia, Rocco Michele Savella, 39 anni anche lui di Foggia, Fabio De Pieri, 43 anni di Salerno, Claudio Grammatica, 68 anni originario di Forlì Cesena, Diego Tarantino, 48 anni di Catanzaro. Le accuse vanno da furto aggravato a ricettazione, passando da favoreggiamento, falsità in scrittura privata e uso di atto falso. I fatti possono dividersi in tre momenti.

sparisce un frantoio

La notte tra il 6 e il 7 gennaio del 2011 sparisce un frantoio dal piazzale della ditta Commerciale Vagli srl, che si trova in via Longobarda a Carrara. Secondo la procura, lo hanno rubato Cardinale, Carlomagno, Pedroni, D’Apote, Savella e De Pieri. A organizzare tutta l’operazione sarebbe stato proprio Cardinale grazie alle indicazioni di una talpa interna . Cioè Pedrone, che lavorava in nero come custode nell’azienda.

Quella notte i sei sarebbero arrivati nel piazzale con un trattore da strada con attaccato un rimorchio. Avrebbero caricato sopra il frantoio e lo avrebbero portato al porto di Genova. Da lì, lo avrebbero caricato su una nave di Grimaldi diretta a Tangeri. Al momento dell’imbarco avrebbero presentato una documentazione falsa.

«In particolare – sostiene la procura – Cardinale faceva formare e poi forniva a Carlomgano e De Pieri la falsa fattura delle 22 dicembre 2010, apparentemente emessa dalla società Tecnology srl a favore della Ste Tractor Com srarl con sede in Marocco».

la ricettazione

Un mese prima, il 2 dicembre del 2010, un altro frantoio dal valore di 160mila euro sparisce nella notte a Gustalla, in provincia di Reggio Emilia. Quel macchinario, secondo la ricostruzione dell’accusa, riappare a marzo a Crotone. Ad aspettarlo, ci sarebbe Cardinale.

Glielo avrebbero consegnato tre uomini del posto non identificati. Da lì parte con direzione Camaiore dove l’imprenditore ha un deposito, situato in via Arginvecchio, custodito da Pieri. Anche qui, Cardinale fornisce una documentazione falsa alla polizia stradale durante un controllo, accordandosi con un altro complice, Grammatica, che al telefono con gli agenti conferma di aver fornito lui stesso quel frantoio ricevuto da una società risultata poi essere sospesa dal 2009 e con una sede fittizia a Budrio e destinata a un uomo deceduto.

Da Camaiore, poi, il frantoio viene spostato un’altra volta. Se ne occupa Carlomagno. Ma a Bressanone il macchinario viene messe sotto sequestro.

la vendita

Il 4 aprile del 2011, secondo la procura, sarebbe stata venduta una macchina trituratrice con una fattura falsa. Era infatti emessa dalla società Edildok srl, risultata poi sospesa dal 2009, a favore di un cittadino già deceduto.

Le accuse

Cardinale, Carlomagno, Egidio, Pedroni, D’Apote, Savella, De Pieri sono imputati di furto aggravato. I primi tre anche di falsità in scrittura privata, uso di atto falso e ricettazione. Tarantino e Grammatica sono imputati di favoreggiamento. Grammatica anche di falsità in scrittura privata. I reati finiranno quasi certamente tutti prescritti eccetto furto e ricettazione. Il 5 maggio è fissata l’udienza per la discussione finale. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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