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il caso 

Incarico a Moretti, la protesta dei familiari: «Nomina immorale»

D.F.

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viareggio. Il consiglio di amministrazione del Gruppo Psc, presieduto da Umberto Pesce (azienda che ha recentemente acquisito il controllo di Italtel) ha deliberato di cooptare in qualità di consigliere non esecutivo Mauro Moretti (nella foto a Viareggio), ex ad di Ferrovie, condannato in primo e secondo grado per il disastro ferroviario di Viareggio, 32 vittime, che dovrà affrontare un nuovo processo d’appello come da sentenza di Cassazione. Dopo l’approvazione del bilancio 2020, Moretti diventerà amministratore delegato del Gruppo Psc. La reazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio non si è fatta attendere: «Abbiamo più volte denunciato un “Sistema Paese” che continua a ignorare i propri cittadini, che si protegge e si spalleggia. Siamo nuovamente a sottolineare come tutto cambia, per non cambiare nulla», si legge nella nota del consiglio direttivo dell’associazione “Il Mondo che Vorrei”. Nota che ricorda: «Oramai è storia. La nomina a Cavaliere del lavoro ricevuta da Moretti (da Giorgio Napolitano), il ritiro da parte civile dello Stato italiano (Governo Enrico Letta), la nomina di Moretti come ad in Fs e Finmeccanica (Governo Matteo Renzi), solo per citare alcuni, fino ad arrivare alla nomina dell’ex ad di Rfi, Maurizio Gentile, indagato nella strage di Pioltello e oggi commissario straordinario per gestire nuovi progetti infrastrutturali con soldi pubblici. Tutto questo va al di là delle questioni legali, tutto questo cade in quella visone del mondo dove guardare alla tutela delle persone, soprattutto quelle che ci sono più vicine, è questione etica e morale».

Il messaggio è rivolto direttamente a Umberto Pesce: «Lei che per la sua azienda ha scritto un bellissimo codice etico che parla di onestà, correttezza, integrità, sicurezza dei lavoratori, per una azienda la cui storia arriva da lontano da radici forti e familiari: le chiediamo se la nomina di Moretti imputato eccellente (non per meriti, ma per sue precise responsabilità) nella strage ferroviaria del 2009 e condannato sia in primo grado che in appello anche per omicidio colposo plurimo aggravato, per la morte di 32 persone tra cui donne e bambini di due, tre e quattro anni e ancora in attesa di un giudizio definitivo, sia moralmente etica.Non le stiamo chiedendo una risposta. Le chiediamo un gesto che si contrapponga alla deriva di questo Paese e che possa riportare, anche e soprattutto nelle nostre eccellenze private, il meglio. In attesa di uno Stato che torni a fare lo Stato quale esempio di vera integrità morale e civica». —

D.F.

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