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Versilia

Il dolore di Querceta per Amedeo «Viveva per i figli e aiutava tutti»

Gabriele Buffoni Tiziano Baldi Galleni ; Servizio a pag. 9
Il dolore di Querceta per Amedeo «Viveva per i figli e aiutava tutti»

Il paese sotto choc per Stefani: la sua famiglia aveva gestito per anni l’ingresso di bibite al 115

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Gabriele Buffoni

Tiziano Baldi Galleni

seravezza. Amedeo Stefani era una persona riservata, semplice e dedito ai suoi due figli con cui abitava a Querceta in via Fratelli Rosselli. In quel tratto di via, dagli uffici postali fino a via Mordure, quasi tutti lo conoscevano. E chi non lo conosceva direttamente si ricorda del padre Oscar, che per tanti anni aveva rifornito negozi e alimentari della Versilia con il magazzino di bibite Stefani che aveva sede in via Aurelia (dove ora c'è Oasi Bibite). La notizia della morte di Amedeo, 51 anni di età, ieri nel primo pomeriggio non era ancora circolata a Seravezza. L’incidente è avvenuto lontano dalla Versilia, a Lamporecchio. Quando però la tragedia è stata appresa anche a Querceta i primi a rimanere increduli sono stati i vicini di casa di Amedeo, che spesso lo vedevano lì intorno con i figli. «Era un ragazzo silenzioso e riservato – racconta una vicina –, l’ho visto uscire di casa stamattina presto (ieri per chi legge, ndr). Mi sembra impossibile che sia successa una tragedia del genere».

Dai genitori – entrambi scomparsi – aveva ereditato l’ingrosso di acque minerali e bevande lungo la via Aurelia, in località 115, nel quale, con i suoi capelli lunghi, aveva lavorato a lungo e che poi portò avanti per alcuni anni insieme alle sorelle Carolina (trasferitasi poi a Lucca) e Roberta.

Dopo aver ceduto l’azienda, aveva gestito il distributore Esso sull’Aurelia e poi si era dato a lavori più saltuari. Tra questi, ogni anno lavorava come dipendente alla Delta Bevande di Massarosa per il periodo che da aprile arriva fino ad autunno inoltrato: un settore che conosceva bene, quello della distribuzione all'ingrosso, e nel quale era molto apprezzato per la sua dedizione al lavoro. Quest'anno invece, a causa della pandemia, non era ancora stato chiamato dall'azienda versiliese e pertanto aveva accettato l'impiego alla Ginesi Raffaello srl di Capannori.

Mai sposato, Amedeo ebbe due figli - il più grande ormai prossimo alla maggiore età, mentre il minore compirà diciassette anni solo in autunno - da una precedente relazione: i due bambini , dopo la separazione della coppia, rimasero insieme al padre che dalla loro nascita li ha cresciuti nella casa di via fratelli Rosselli, vicino all'ufficio postale. Circa tre anni fa la famiglia Stefani fu scossa da un altro, pesante lutto: la sorella Roberta, che viveva insieme ad Amedeo e lo aiutava a crescere i due figli, scomparve a causa di una malattia lasciando il fratello solo con i due ragazzi. Non era difficile vederlo giocare con i bambini, mentre facevano lavori di meccanica ai ciclomotori, un’ape e una moto, con cui poi loro scorrazzavano con gli amici.

«Da allora si è dato da fare ancora di più – lo ricorda Manuela Giannoni, titolare insieme al marito Andrea del bar Due di Picche di Querceta, dove Stefani era cliente abituale ogni mattina per un caffè, prima di recarsi a lavoro –, tutta la sua vita erano i suoi due ragazzi: per il resto Amedeo era una persona molto riservata e gentile, disponibile verso tutti senza mai pretendere niente. Mi ricordo che una volta un signore anziano chiese una mano a noi del bar per alcune faccende domestiche che da solo non era più in grado di svolgere e lui si offrì subito di dargli assistenza. Era un un brav'uomo: sognava di regalare un auto al suo figlio maggiore per i diciott'anni, non vedeva l'ora di festeggiarlo. Era molto affezionato ad entrambi i suoi figli - spiega - e condivideva con loro anche la sua passione per la pesca al lago». E da giovane qualche volta si era anche vestito nella sfilata storica del Palio dei Micci per la contrada La Quercia. —

Servizio a pag. 9

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