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Crisi Perini, la Fiom: «Il Tribunale decida»

Crisi Perini, la Fiom: «Il Tribunale decida»

La decisione della Corte d’Appello di Firenze sul reclamo della proprietà contro il fallimento è attesa ai primi di maggio

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Viareggio. Assemblea dei lavoratori Perini Navi, venerdì scorso, appuntamento durante il quale – si legge nella nota diffusa ieri dalla Fiom-Cgil – «è emersa la rabbia e il nervosismo per quello che potrebbe essere l’ennesimo colpo di scena di questa vicenda tormentata». Ovvero, il ritorno in campo della proprietà (la società Fenix della famiglia Tabacchi) «dopo l’esito disastroso di un anno passato alla ricerca di un partner prima industriale e poi finanziario». Insomma, a lavoratori e sindacato «che la Corte di appello di Firenze abbia voluto prendere tempo per decidere riguardo al reclamo non piace. Si continua, infatti, a vivere nell’incertezza di una situazione che certo non è stata causata dai lavoratori, ma che ricade in capo all’ex management aziendale e alla proprietà, che non è stata capace di gestire l’azienda, né quando era in “bonis” e tanto meno durante la fase pre fallimento».

Il riassunto dell’ultimo anno di Perini Navi è sintetizzato nella nota della Fiom-Cgil: «Un anno perso durante il quale l’azienda è stata fermata, non ha preso più lavori nonostante ci fossero numerosi armatori pronti a dare ancora fiducia ai lavoratori viareggini portando le loro imbarcazioni a fare le stagionali attività di rimessaggio. Lavori rifiutati, forse troppo impegnativi? Sicuramente avrebbero ridato liquidità e visibilità al cantiere, che invece è stato posto nella condizione di non svolgere nessuna attività. Oggi continuare a perdere tempo in una situazione che necessita di una soluzione rapida», conclude la nota, «mette in discussione la possibilità della cessione di Perini Navi ad uno dei soggetti leader del settore della nautica da diporto e rischia di depauperare il valore del brand per una necessaria fase di rilancio industriale e commerciale. Viceversa qualora ci trovassimo al “ribaltone”, questo rappresenterebbe la peggiore sciagura, il ritorno delle figure che hanno trascinato l’azienda in questa situazione, sarebbe una beffa ed un problema enorme, non solo per i lavoratori, ma anche per il mondo delle imprese che avevano dato fiducia alla vecchia proprietà e al suo management restando con un palmo di naso. No, il punto di non ritorno è stato oltrepassato. Ora bisogna che il lavoro della curatela proceda il più speditamente possibile verso la cessione di Perini Navi valorizzando al massimo l’azienda e i possibili ristori per i creditori. Inutile sperare in pie illusioni con un ritorno al passato magari “dal regno dei bambini”: saremmo di fronte al fallimento del fallimento. E non se lo possono permettere i lavoratori, le imprese degli appalti e nemmeno la città». —

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