Sicurezza
Giù i primi tigli, in piazza Statuto si scatena la protesta
Giornata con momenti di tensione davanti al cantiere. Il progetto prevede l’abbattimento di 17 piante
PIETRASANTA. I primi quattro tigli vengono abbattuti nel breve volgere di poche ore: le motoseghe entrano in azione, dopo le 9 di lunedì 19 aprile, fra le grida delle persone. «Fermatevi», il mantra evocato senza essere ascoltato. Poi, nel pomeriggio, ecco arrivare lo stop: in piazza Statuto la recinzione del cantiere è infatti presa di mira da alcuni cittadini.
Niente di eclatante, azioni dimostrative e poco altro: non c'è traccia di violenza ostentata, ma amarezza mista a rabbia fra la gente. Anziani, bambini, mamme, giovani, studenti. Alla fine le forze dell'ordine decidono, per stemperare la tensione, di aprire al dialogo con i manifestanti: il taglio degli alberi viene così sospeso, i camion escono dal cantiere e abbandonano la piazza. Qualcuno applaude: torneranno quando riprenderanno i lavori per portare a compimento il progetto che prevede l'abbattimento di 17 tigli.
«Chi sta fomentando queste tensioni se ne deve assumere la responsabilità. Quello che è successo va ben oltre la protesta ed è molto grave. La violenza non è il linguaggio della politica – accusa il sindaco Alberto Giovannetti a margine degli episodi della campale giornata di ieri –. La città è già in ritardo rispetto allo sviluppo che i tempi chiederanno. Piazza Statuto, una volta riqualificata grazie anche alla fontana di Girolamo Ciulla, che verrà collocata fra un mese e mezzo, sarà accessibile, sicura e verde. Oggi è degrado domani sarà un punto di aggregazione e di rilancio commerciale».
Parole, quelle del sindaco, rilanciate attraverso un comunicato stampa, mentre i manifestanti invece lo attendevano, per un incontro, proprio in piazza Statuto: niente da fare. Così come non si è visto l'assessore ai lavori pubblici Matteo Marcucci che con le sue parole («tagliamo cinque alberi poi il resto lo valuteremo ad opere in corso" non ha certo contribuito alla chiarezza in una vicenda dove, a fare difetto è stata soprattutto un'opinabile comunicazione e una mancata condivisione. Ma a prescindere dal metodo la domanda delle oltre 200 persone che si sono affacciate durante la giornata in piazza Statuto è sempre stata una sola: «Ma perché tagliare anche le piante sane?». Prova rispondere il segretario del Pd, Rossano Forassiepi che con Nicola Conti ed Ettore Neri, sempre nel pomeriggio di ieri, ha incontrato in municipio il sindaco. «Documenti alla mano gran parte degli alberi non presentano criticità particolari e non risultano “pericolanti”: in poche parole non c'è alcuna urgenza per abbatterli. Scenari confermati dallo stesso Giovannetti che ha ribadito l'idea di fondo: vogliono riqualificare la piazza abbattendo tutte le piante, fatta eccezione per le cinque che si trovano all'ingresso e questo, visto il progetto iniziale, è un passo indietro. Gli alberi tagliati saranno sostituiti da altri dieci, forse 12 piante con un’età compresa fra i 15 e i 20 anni. Non saranno dei “fuscelli”, ma scordiamoci per anni l'ombra di oggi. Abbiamo chiesto al sindaco di mantenere in piedi uno dei due filari e ha risposto no: per questo ribadiamo la contrarietà a questo progetto e ringraziamo tutti i cittadini per la loro compostezza e il loro senso civico. La protesta, civile, non si ferma». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
