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la battaglia 

Comitati e categorie insieme per rivedere le tariffe di Gaia

Cesare Bonifazi
Comitati e categorie insieme per rivedere le tariffe di Gaia

L’allarme da parte di imprenditori e comuni cittadini: bollette troppo alte Bracciotti: «Le difficoltà sono aumentate anche con la crisi della pandemia»

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Cesare Bonifazi

Camaiore. Le criticità di Gaia sono tante. Comitati e cittadini più di una volta sono scesi in piazza e hanno manifestato per denunciare il fatto che le bollette del gestore unico che gestisce il territorio della Versilia siano troppo alte. Il problema riguarda, a detta dei detrattori, i costi di gestione che sono completamente slegati da quelli del consumo dell’acqua di per sé. Adesso una nuova alleanza viene stretta affinché questo problema venga alla luce e si possa arrivare a una riforma, non solo delle bollette, ma anche della società stessa: si tratta di un tavolo di lavoro indipendente formato dalle categorie economiche e dai comitati territoriali che da anni portano avanti una battaglia contro il gestore.

Proprio recentemente, il 9 aprile scorso, si è tenuta una tavola rotonda in cui sono stati analizzati tutti gli aspetti del problema.

«Abbiamo fatto delle analisi e abbiamo visto come attività produttive del territorio gestito da Gaia sono le più care d’Italia - spiega la presidente di Federalberghi Versilia Maria Bracciotti - non c’è un’idroesigenza. Non solo: chi ha una famiglia con due figli, si può arrivare a pagare come una famiglia con sei figli. Con questo convegno che abbiamo fatto il 9 aprile abbiamo portato alla luce le varie situazioni riportando numeri, statistiche e casi esemplari. Hanno partecipato i comitati del territorio che da tempo sono impegnati su questo tema, noi categorie ma anche avvocati e persone esperte».

La situazione è ancora più complicata nel momento in cui è scoppiata questa pandemia che ha messo in crisi molti cittadini e anche le attività economiche: «Tanto per fare un esempio - spiega Bracciotti - ci sono strutture alberghiere che possono spendere all’anno anche 100mila euro di bolletta di Gaia. Questo significa che è un costo fisso importante che può mettere in difficoltà l’imprenditore che deve affrontare questa spesa in un periodo del genere. Soprattutto perché, è bene ribadirlo, il grosso della bolletta è costituito da costi che hanno a che fare con la depurazione e l’acquedotto. Geal, la società che gestisce Lucca, ha deciso di diminuire “causa pandemia” le proprie tariffe che sono già molto più basse di quelle dell’area della Versilia».

Il tutto in un regime in cui né i cittadini né le attività sono in grado di scegliere il gestore: se è vero infatti che le altre utenze vigono in un regime di libero mercato, l’acqua invece risponde a un principio di pubblicità che è stato stabilito dal referendum sull’acqua.

Gaia, pur essendo formalmente una società per azioni, ha soci solamente tra i comuni che vengono servite dall’azienda stessa. Questo significa che ogni amministrazione ha una piccola quota della società e il consiglio d’amministrazione è espressione di queste quote percentuali pubbliche.

Tutti nodi che verranno al pettine nel prossimo futuro in iniziative pubbliche e studi che coinvolgeranno anche esperti del settore, oltre a imprenditori e comitati, per portare queste istanze su un piano istutuzionale. —

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