Sicurezza
Cade un albero lungo il Viale dei Tigli Strada chiusa ad auto, biciclette e pedoni
Il Comune dovrà intervenire per mettere in sicurezza le piante. Uno studio di mesi fa ha censito quelle a rischio rimaste però al loro posto
VIAREGGIO. Una pianta ad alto fusto, radicata nel fosso che fiancheggia Viale dei Tigli, ieri mattina, è stata trovata al centro della carreggiata. Il personale del Comune e la polizia municipale sono intervenuti per mettere in sicurezza la strada che nel fine settimana solitamente è chiusa al traffico. Ma nel tratto dove è venuto giù l’albero il Comune è stato costretto a vietare il traffico non solo alle auto ma anche ai pedoni e alle biciclette. Non ci sono stati feriti. Eppure l’episodio ha indotto l’amministrazione a disporre il blocco totale della circolazione sia per rimuovere il tronco sia per verificare meglio la situazione. Altri alberi potrebbero rischiare di fare la stessa fine dell’ultima pianta “stramazzata” al suolo. Non è la prima volta che la vegetazione del Viale dei Tigli ha problemi di stabilità. Per questo si procede con cautela, specialmente dopo che il Comune ha fatto realizzare uno studio dalla TreeLabPisa, per il rilievo cartografico e il controllo della stabilità degli alberi che fanno parte del patrimonio verde comunale. Uno studio mirato a garantire la stabilità delle piante per garantire la pubblica incolumità. Stando alle indicazioni emerse sono 14 gli alberi lungo il viale che dovrebbero essere abbattuti in quanto posso cadere da un momento all’altro anche se di fatto non risulta che il Comune sia intervenuto. Nè è chiaro se la pianta caduta ieri fosse tra quelle classificate a rischio.
Al margine della carreggiata del Viale, a pochissima distanza dalla strada, si susseguono a distanza pressoché regolare più di 1. 000 alberi di varia specie (pini domestici, tigli, lecci) ma con netta prevalenza di tigli. Oltre ai tigli sono presenti lecci e pini domestici. Ci sono alberi di notevoli dimensioni e con un’età che potrebbe superare gli 80 anni. «È indubbio il loro alto valore estetico e l’importanza che rivestono per il cittadino, ma in molti casi sono rilevabili criticità che rendono inevitabile interventi volti a ridurne la pericolosità o addirittura l’abbattimento» si legge nella relazione.
L’analisi ha riguardato 923 alberi (non ha preso in considerazione i giovani tigli messi a dimora negli ultimi 2-3 anni) ed ha portato a classificare 46 esemplari in classe di propensione al cedimento A (trascurabile), 359 in classe B (rischio basso), 465 in classe C (rischio moderato), n. 39 in classe C/D (rischio elevato) e n 14 in classe D (da tagliare). –
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