Il Tirreno

Versilia

una Famiglia di Quiesa 

«Grazie a chi ci ha aiutato quando a causa del virus eravamo chiusi in casa»

R.L.
«Grazie a chi ci ha aiutato quando a causa del virus eravamo chiusi in casa»

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VIAREGGIO. A causa del Covid una famiglia che risiede a Quiesa è stata bloccata in casa e in modo sorprendente ha potuto constatare la generosità e la disponibilità degli abitanti del paese. Una solidarietà che hanno voluto rendere di dominio pubblico. «Questo è un ringraziamento pubblico. Ci siamo trasferiti a Quiesa da poco più di un anno e mai mi sarei aspettata tanta gentilezza – dice Silvia Tori – Ventuno giorni fa siamo risultati tutti positivi al Covid e tutti si sono offerti di darci una mano dato che non potevamo uscire. Grazie a Letizia Camuso, a Otello dell’alimentari “Salvia e Rosmarino”. Grazie a Cristina Bertelli, ai miei vicini di casa, alla farmacia che ha consegnato i medicinali, a Grazia proprietaria della pizzeria “Fatti in Casa” e a Nicola del tabacchino a Quiesa. Non mi sarei mai aspettata tanta disponibilità». Una dimostrazione che ci sono persone davvero speciali, che con piccoli gesti in certi momenti di difficoltà, riescono ad alleviare le sofferenze e le difficoltà degli altri. La famiglia contagiata dal virus è composta da marito, moglie, la bambina di tre anni e dai genitori, che vivevano con loro già nella casa al Terminetto a Viareggio, ma poi per alcuni problemi hanno deciso di trasferirsi a Quiesa in una casa più grande. Il padre Mario, è un ex vigile del fuoco in pensione del distaccamento di Viareggio. La prima ad essere stata contagiata sono stata io – dice Silvia – accusavo una stanchezza insolita e per questo ho fatto il tampone e sono risultata positiva. A questo punto l’hanno fatto anche gli altri componenti della famiglia e tutti sono stati positivi, compreso mio marito, che è un militare, che aveva già avuto la prima dose del vaccino, per fortuna, come detto ci siamo curati a casa. Il giorno di Pasqua ci sono stati dei problemi per mio padre ed è venuta l’ambulanza per un controllo, tutto però si è risolto per il meglio. È stato bello il gesto che abbiamo ricevuto per Pasqua, perché ci hanno portato la colomba per festeggiare, sono stati tutti davvero carini. In una comunità come la nostra è bello sentirsi parte integrante, anche se noi è da circa un anno che ci siamo trasferiti a Quiesa. La disponibilità l’affetto ci hanno aiutato a superare questi momenti di clausura forzata. Adesso con la bambina e mio marito siano risultati negativi, attendiamo l’esito anche per i miei genitori per dire poi che abbiamo superato questa fase difficile».

R.L.

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