Gioco
«Se va avanti così la candelina dei 55 anni di storia non l’accendiamo»
Grido di allarme del titolare della Capannina nella pineta I costi fissi stanno mettendo in ginocchio il locale e un settore
VIAREGGIO. Luci spente da un anno e un anniversario importante, come è quello dei 55 anni di attività, che si avvicina senza una vera prospettiva di ripartenza. Lamberto Lumbrici, titolare dello storico locale da ballo la Capannina di Viareggio, nella pineta di Ponente, chiede di poter riaprire almeno gli spazi all’aperto e in totale sicurezza.
«L’incertezza è la situazione più brutta, i ristori sono stati molto limitati e non sono sufficienti nemmeno a coprire un terzo delle spese, l’estate scorsa siamo stati aperti un mese e mezzo. Di questo passo aziende come la nostra non hanno futuro, possono solo indebitarsi. Anche noi non ce la facciamo più», si lascia andare a un lungo sfogo il titolare di uno dei templi del ballo liscio e del tango argentino, frequentato da appassionati che arrivano dalla Toscana e dalle regioni dell’Italia centrale.
L’imprenditore figlio d’arte, in quanto ha continuato il lavoro del padre, l’estate scorsa, pur di riaprire, ha investito nel locale. Voleva adeguarlo a quanto richiesto dai protocolli di contrasto alla diffusione del virus. Aveva assunto anche più stagionali per garantire ai clienti la massima sicurezza. «Ci eravamo messi nella condizione di ripartire con le attività all’aperto. Gel, distanziamento, personale addetto alla sanificazione sono entrati nei bilanci dei locali come il nostro – racconta Lumbrici –. Ma dopo averci fatto affrontare questi ulteriori costi alla fine ci hanno chiuso lo stesso». Difficile vedere uno spiraglio di luce, le perdite aumentano di giorno in giorno. «Non possiamo lavorare ma non vengo certo esonerato dal pagare 15mila euro di canone di concessione al Comune. Nel conto c’è anche la Tari che sfiora i 15mila euro all’anno. Possibile che ci venga richiesta la tassa anche se non produciamo rifiuti? Va aggiunta anche l’Imu insieme a tutta una serie di spese fisse. Si arriva presto a 50mila euro di uscite». Lumbrici in questi mesi si è rivolto a Enel per disattivare il contatore, sperava di ridurre i costi. «Ho troppe spese fisse, in questo modo rischio di indebitarmi e non posso permettermelo. Quando ho contattato Enel sapete cosa ho capito? Che riattivare il contatore, quando arriverà il momento che potrò riaprire, mi sarebbe costato di più che continuare a pagare le bollette».
Un intero settore è in ginocchio a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni. Imprese e dipendenti sono al collasso, conferma Lumbrici che è anche referente di Confesercenti per i locali da ballo della Versilia. «Se non ci danno la possibilità di riaprire – prosegue il titolare dello storico locale – ci diano almeno aiuti che siano degni di questo nome. I ristori non sono sufficienti nemmeno a coprire le spese fisse, figuriamoci se coprono i mancati incassi. Al Comune chiedo un aiuto e la riduzione della Tari, ora che finalmente il bilancio del Comune è tornato in attivo, magari potranno aiutare le imprese in difficoltà». Ora che si avvicina l’estate è sempre più forte l’amarezza. Anche perché La Capannina quest’anno festeggia un storico anniversario, che la riporta a pagine di storia prestigiosa. «Il Premio Rèpaci è nato alla Capannina, in questa bellissima pineta che ha sempre reso Viareggio una meta turistica molto ambita per il verde e il mare. Di questo passo quest’anno le candeline non le accendiamo, resteremo chiusi, non possiamo permetterci altre spese. I conti sono in rosso». Il silenzio che ancora circonda il destino dei locali da ballo e delle discoteche preoccupa, tenendo conto che si tratta di attività importanti per il turismo. Chi non si è riconvertito con un ristorante o perché vicino a uno stabilimento balneare è chiuso dal 16 agosto. «Non possiamo andare avanti così. Chiedo di lavorare negli spazi all’aperto, rispettando i protocolli. Il locale ha un’agibilità di 800 persone. Se c’è la paura dei contagi facciamone entrare la metà ma che ci venga data la possibilità di lavorare. Un po’ di svago non farà male a nessuno. Ballare all’aria aperta può solo aiutare a combattere lo stress da pandemia». –
Sabrina Chiellini
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