Sicurezza
Primo mercato, poche le precauzioni
Mucchi di merce sui banchi, nessun presidio limita-code o anti affollamenti. Ambulanti in piazza a Firenze lunedì prossimo
Donatella Francesconi
viareggio. Riapertura anche del mercato del giovedì, data la ritrovata zona arancione, senza la consueta folla anche a causa del vento freddo di ieri mattina. Freddo provvidenziale, è il caso di dire, visto che quasi nessun banco ambulante ha messo in atto – per il ritorno in strada – le misure che pure si erano viste la scorsa primavera e in estate. Nessun percorso delimitato per la coda della clientela, pochi gli erogatori di disinfettante per le mani, ma soprattutto la merce ammucchiata sui banchi: che è il bello della “caccia” all’occasione nei mercati, ma non ai tempi del virus. Davvero difficile farsi venire la voglia degli acquisti in questa situazione, in Passeggiata ma anche sulla via Fratti che tra banchi, clientela e passanti diventa super stretta in un attimo. E se in Passeggiata si sono visti gli agenti della polizia municipale (due a piedi e due a cavallo, sulla spiaggia), così non è stato in via Fratti. Dove si affollano anche i banchi alimentari che richiamano decine di persone. E viene da pensare se non sia il caso di disciplinare proprio l’accesso agli ingressi della strada pedonale che ogni giovedì diventa un centro commerciale a cielo aperto.
A colpire, ieri mattina, anche i prezzi dei capi di abbigliamento: mucchi di jeans, felpe, maglie a maniche lunga, pantaloni di tuta e scarpe primaverili proposti a cifre comprese tra i cinque e i quindici euro. Intere collezioni da svendere, insomma, perché tra un momento sarà già l’ora dei bikini.
Un quadro nel quale non poteva attirare l’attenzione del cronista lo spazio vendita allestito da Maurizio Scibetta e Arianna Rosellini, marito e moglie, commercianti ambulanti del settore abbigliamento, una vita nel settore che per Maurizio è una tradizione di famiglia. Niente cumuli di abiti sul banco, ma appendiabiti in uno spazio recintato con la catenella bianca e rossa a delimitare un vero e proprio ingresso munito di erogatore per il sanificante. Qua e là i cartelli che ricordano il comportamento corretto da tenere prima di toccare e provare la merce. La clientela apprezza, fa volentieri la fila per aggiudicarsi questo o quel capo che niente hanno da invidiare a quelli venduti in negozio. La battuta viene inevitabile: «Insomma , siete più da mercato di Forte dei Marmi che di Viareggio...». Ma Scibetta è pronto nel rispondere: «Non è così. Sono solo pregiudizi». Parola di chi al rilancio del mercato ambulante, in particolare quello di Pisa, si è dedicato con passione. Perché la vendita è un’arte, che sia in negozio, al mercato, in Rete: «Venditori non ci si improvvisa neppure sul Web», è il monito di Scibetta.
Non sono stati mesi facile e non lo saranno, men che mai per il commercio ambulante. I cui titolari toscani, lunedì prossimo alle 16, saranno in piazza a Firenze per tornare a chiedere di lavorare «con la certezza di non subire più restrizioni e chiusure dettate dal passaggio dei colori, con l’unico impegno di rispettare i protocolli di sicurezza anticontagio». A portare i commercianti su area pubblica di tutta la Toscana in piazza della Signoria saranno le associazioni di categoria regionali Fiva Confcommercio Toscana e Anva Confesercenti Toscana. All’iniziativa sono stati invitati la sottosegretaria di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Caterina Bini, i parlamentari rappresentanti del territorio regionale, il presidente della Regione, Eugenio Giani, il sindaco di Firenze, Dario Nardella. «Non possiamo accettare – spiegano le associazioni – che il settore degli ambulanti venga ancora ignorato. Gli imprenditori su area pubblica risultano i più penalizzati dalle restrizioni in vigore e dimenticato dai sostegni economici del Governo e della Regione. I fieristi non lavorano da oltre un anno, chi vende prodotti non alimentari deve stare fermo ogni volta che scatta la zona rossa. Non si può andare avanti così». —
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