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Versilia

primo giorno di riapertura 

Il grido del commercio: «La primavera è persa»

Donatella Francesconi
Il grido del commercio: «La primavera è persa»

Confcommercio punta sulla manifestazione di domani a Firenze, Confesercenti sulle modifiche al Decreto sostegni

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Donatella Francesconi

viareggio. Manifestazione domani a Firenze per il mondo del commercio nella Toscana tornata per gran parte arancione e Piero Bertolani, presidente Confcommercio Versilia: «Noi chiediamo date certe per le riaperture di tutte le attività. Perché è ormai accertato che non sono le attività commerciali che creano contagio. A Viareggio siamo stati un mese in zona rossa e siamo a 50 nuovi contagiati». Oggi, mentre negozi di abbigliamento, calzature, parrucchieri, estetisti, tornano a riaprire, Bertolani ricorda la proposta portata all’attenzione di sindaci, Regione, Prefettura: «Nella peggiore delle ipotesi», prosegue Bertolani, «ovvero se i contagi dovessero tornare a salire, si consenta l’accesso alle attività che la zona rossa chiude solo su prenotazione». Il quadro tracciato da Bertolani è drammatico: «Qualcuno riesce ancora a stare in piedi, ma si sono accumulati debito paurosi. I negozi di abbigliamento hanno fatto gli ordini per la primavera sette/otto mesi fa e la merce è arrivata a gennaio. Le ditte allungano i pagamenti, a qualcuno più fortunato faranno una sorta di ritiro parziale, ma poi la merce va pagata. E si tratta di centinaia di migliaia di euro. Se si torna in zona rossa salta il sistema. E si aprono autostrade per chi vuole venire a riciclare i soldi».

Per Confesercenti la presidente Esmeralda Giampaoli e il responsabile Versilia, Daniele Benvenuti, guardano avanti: «Si riparte ed è un segnale positivo. Ci auguriamo che sia l’ultima ripartenza». Sul fronte dell’azione di sostegno necessaria alle categorie economiche del commercio, Benvenuti e Giampaoli ricordano: «Stiamo lavorando con Confesercenti nazionale per inserire nella conversione del Decreto sostegni alcuni emendamenti tra i quali allungamento a fine anno del credito di imposta per gli affitti di tutte le attività commerciali, l’esenzione del suolo pubblico e Imu fino a dicembre».

Giuliano Paterni è storico commerciante di calzature del mercato di piazza Cavour e le sue parole lasciano senza fiato: «Si riparte come se si fosse chiusi. Se non riaprono la mobilità tra province è così». Per 50 centesimi, racconta Paterni, la sua attività è rimasta fuori dal Decreto sostegni: «Magari pagavamo un mese di affitto, perché il Comune i soldi li vuole, e la spazzatura, la luce. A stare a non fare niente mi si è alzata la pressione. Il telefono sembra quello di Putin: i fornitori chiamano ogni minuto».

David Bianchi è commerciante di abbigliamento di via Garibaldi (Lungocanale Shop): «Il lotto primavera è perso. Le aperture di questi giorni ci permettono di riassaporare il rapporto con qualche cliente. Ma l’acquisto ormai è spostato sull’estate: al primo sole addio spolverino. Bisognava agire da parte di chi ci amministra nei controlli. Anche verso quei commercianti che con un cartello bambino/a o sport hanno venduto di tutto. Mi auguro solo di non rivedere la zona rossa tra pochi giorni». —

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