Sicurezza
Ciclovia alla Lecciona, Del Ghingaro: «Scelta che valorizza le Marine»
Il sindaco esclude categoricamente l’alternativa di un percorso ciclabile che utilizzi il viale dei Tigli
Donatella Francesconi
viareggio. Prese di posizione ripetute nel fine settimana, da parte del sindaco Giorgio Del Ghingaro, in difesa del tracciato indicato dal Comune di Viareggio per il tratto di Ciclovia Tirrenica, tra Viareggio e Torre del Lago. Tracciato che, come il resto dell’intero percorso toscano, dovrà essere studiato, elaborato e progettato dal gruppo di esperti che si è aggiudicata la gara bandita dalla Regione Toscana. E che poi dovrà portare il proprio lavoro al giudizio finale del ministero dei trasporti e delle infrastrutture. «La scelta di far passare una pista ciclabile dal percorso già presente retrodunale è la più naturale, la più rispettosa, la più utile alla valorizzazione di Viareggio e di Torre del Lago», sono le parole di Del Ghingaro attraverso la propria pagina Facebook nel tardo pomeriggio di ieri. «Non ci sono fini nascosti, è tutto molto semplice e chiaro», continua il primo cittadino alle prese con un dibattito ampio, come da tempo non si vedeva, in merito al tracciato della Ciclovia: «Mi spiace deludere i complottisti, si possono sforzare quanto vogliono, ma non riusciranno a trovare nulla di poco trasparente, semplicemente perché non c’è».
Nella giornata di sabato, Del Ghingaro aveva raccontato la riunione tra Regione, Comuni, Unione dei Comuni, Parco, Province di Lucca e Pisa, Autorità portuale regionale, nel corso della quale era stato chiesto a Viareggio la disponibilità a mantenere sul tavolo della progettazione anche l’ipotesi alternativa a quella della Lecciona, ovvero viale dei Tigli. «Per mettere definitivamente in sicurezza il viale», così la posizione del primo cittadino, «dovremmo procedere ad un massiccio abbattimento delle alberature insistenti su tutta la lunghezza, per una fascia interna di almeno 30 metri con un impatto sull’area boscata e sul paesaggio estremamente marcato». Del Ghingaro ricorda anche che – a proposito di un tracciato che passi più a monte – «abbiamo precisato che non possiamo esser d’accordo ad escludere dal tracciato le nostre Marine, che in questa nuova forma di turismo fatto di cicloamatori potrebbero trovare uno strumento di prezioso rilancio». —
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