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Anche la “civica” dice no alla candidatura di Andrea Giorgi

Tiziano Baldi Galleni
Anche la “civica” dice no alla candidatura di Andrea Giorgi

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SERAVEZZA. Dopo quello di Forza Italia arriva un altro no ad Andrea Giorgi, a oggi il candidato a sindaco favorito del centrodestra (in particolare Lega e Fratelli d’Italia).

Il diniego arriva dalla componente civica che nelle elezioni di cinque anni fa aveva favorito «in modo maggioritario» proprio la candidatura dello stesso Giorgi (Patto civico) «esprimendo tutti i candidati più votati».

Fra questi Vanessa Greco, attuale consigliera comunale, e Stefano Alessandrini.

«Abbiamo preso in considerazione l’accordo (non smentito) fra Andrea Giorgi, la Lega e Fratelli d’Italia. Pur rispettando le scelte di ciascuno, ci sentiamo di esprimere la nostra perplessità – scrivono in una nota stampa –. L’accordo è evidentemente frutto di un’autonoma iniziativa dell’aspirante candidato e di una parte del centrodestra e non ci riguarda. E questo ci convince definitivamente che l’esperienza del Patto civico va considerata esaurita».

L'unica soluzione per loro – rivolgendosi a Lega e FdI – è quella di sostituire Giorgi con «una leadership chiara, supportata da passione e non da semplice ambizione. Non siamo disposti a far parte di progetti che mettono assieme le più svariate parti politiche al solo scopo di sconfiggere l’avversario, per poi morire di asfissia da veti incrociati dopo pochi mesi – spiegano -. A noi interessano un sindaco e dei consiglieri che mostrino le due o tre qualità essenziali che servono per amministrare: empatia con la gente, amore per il territorio, capacità ed esperienza».

Un esempio è «l’impegno» e la «coerenza» di Vanessa Greco (che però non ha ambizioni da sindaca), e «non abbiamo necessità – dicono - di imporre un nostro candidato: abbiamo però idee assai precise su come dovrebbe essere un sindaco ideale per Seravezza, e intendiamo assicurare un forte e diffuso consenso a un candidato che sia espressione di un’idea nuova di territorio e comunità, e non solo di ambizioni personali o di antagonismi e risentimenti».

Quattro i principi: «Discontinuità amministrativa» dopo 20 anni di centrosinistra, riattivare i centri urbani «depressi» e «disastrati», «valorizzare il personale del Comune, fra i più preparati d’Italia», e amministrare il bene pubblico basandosi «sulle relazione con i cittadini». —

Tiziano Baldi Galleni

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