Gioco
Cosmopolitan: «Non lascio ma raddoppio» E presto ci saranno anche delle assunzioni
Il titolare del noto locale aprirà un bistrot dall’altro lato della piazza e sogna di aprirne un terzo sempre a Lido
La storia
Immaginate di avere una macchina pronta, lucidata, superaccessoriata, con tecnologia di ultima generazione. Magari fuori c’è il sole, e si può stare con il finestrino abbassato, per gustarsi un po’ di vento primaverile. Inserite le chiavi nel cruscotto, allacciate le cinture ma non appena accendete il motore, il tempo si incupisce e dal cielo comincia a scendere una pioggia torrenziale che rovina i vostri sogni di leggerezza. Tornate in casa e aspettate che passi l’acquazzone, solo che all’acqua si aggiungono tuoni e vento. Nulla. Un altro pomeriggio sul divano. Come molti di noi ultimamente, costretti a casa da quella pioggia torrenziale che si chiama covid. Una tragedia che ha messo in ginocchio imprese e lavoratori. Anche se c’è chi prova a rimettersi in gioco con idee, coraggio e positività.
È il caso di Antonio Levato, imprenditore milanese ma lidese d’adozione. Il locale (assieme ad altri soci) che gli ha dato notorietà è il Cosmopolitan a Lido di Camaiore a Piazza Lemmetti, uno dei punti di riferimento della movida versiliese. Nonostante le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, adesso per Levato è iniziata una nuova avventura (e ce ne sarà molto probabilmente una terza, sempre a Lido di Camaiore). Un format diverso dal precedente locale, creato e pensato per una clientela più diurna e pomeridiana, che si chiama Pasticceria Irma & Bistrot.
«Con il Cosmopolitan il nostro punto di forza sono stati aperitivo e after dinner -racconta l'imprenditore- e adesso per locali come il nostro è durissima. È da novembre che siamo chiusi e non è più sostenibile. E l'asporto è un palliativo. Un tipologia di lavoro come il delivery funziona solo per aziende che fanno dell’asporto un punto forte. Per locali come il Cosmopolitan non ha senso, perché è solo una rimessa. Abbiamo provato un' apertura diurna in zona gialla ma un locale serale e notturno ha un’anima ben specifica, non è la stessa cosa. I ristori? Hanno coperto parte delle spese dell’ affitto». Pasticceria Irma & Bistrot adesso è fermo. «Anche in questo caso il delivery è zero, perché andare in un locale è un’esperienza», spiega Levato. Infatti l’imprenditore ha deciso di aspettare un allentamento delle misure restrittive per accendere i motori del suo locale ed assumere il personale necessario. «Ho acquistato un bancone di quattro metri e mezzo - continua - ho bisogno di sicurezze e tempi certi. Un bancone vuoto non ingolosisce nessuno e i colleghi che protestano hanno ragione».
La proposta di Pasticceria Irma & Bistrot abbraccerà vari momenti del giorno: inizialmente Levato punterà su colazione e un format che si ispira più al bistrot che al classico ristorante, con taglieri con i salumi di Gombitelli e classici piatti evergreen, oltre alla pasta fresca fatta in casa. »Per la pasticceria dolce ci affideremo a Pangnomo, e speriamo, quando sarà possibile, di valorizzare anche il servizio della cena».
Ora però Levato si aspetta la domanda delle domande. «Perché mi sono buttato in una nuova apertura in un momento difficile come quello che stiamo attraversando? Faccio l’imprenditore, il rischio fa parte del mestiere, avevo idea di creare qualcosa di diverso da quello che ho sempre fatto finora. Nelle mie attività precedenti ho cercato di gestire con attenzione quanto guadagnato e ho potuto investire». Un investimento che potrebbe portare lavoro e visibilità, sperando in un’ estate vivace e soprattutto in sicurezza. —
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