Il Tirreno

Versilia

i nodi del dissesto 

«Nel bilancio consultivo 2019 Massarosa sopra di 1,2 milioni»

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massarosa. Un forte attacco arriva dalle opposizioni di centrosinistra a Massarosa. Al centro della polemica ancora la questione del bilancio e, nello specifico, la dichiarazione di dissesto dell’ente. Secondo la minoranza infatti il bilancio consultivo del 2019 sarebbe la riprova che non ci sarebbero stati i presupposti per dichiarare il crac del Comune.

« Nel nuovo bilancio ragionieristico dell'amministrazione si conferma la distruzione del comune di Massarosa nei suoi servizi essenziali, nei rapporti con le associazioni, nella gestione del territorio, nei benefici per la popolazione economicamente più debole mentre aumenta la Tari proprio nel momento più difficile e dopo quasi un decennio di calo - si legge in una lunga nota- le carte confermano invece che il dissesto è una decisione di Coluccini, frutto di artifici e forzature. L'ultima conferma emerge dal rendiconto consuntivo 2019 che andrà in approvazione sabato (oggi per chi legge, ndr): la gestione di competenza di quell'anno conclude con un avanzo di 1,215 milioni. Quindi il bilancio 2019 che a luglio non stava in equilibrio per oltre un milione; che a novembre in sede di dissesto fu dichiarato in squilibrio strutturale per oltre 2 milioni e il piano di riequilibrio impossibile, oggi scopriamo che ha chiuso in un consistente attivo. Siamo di fronte a uno scandalo che non ha eguali. Gli esposti in ogni sede saranno integrati con questi fatti nuovi».

Gli oppositori sono dunque sul piede di guerra perché, a loro dire, quella del sindaco sarebbe stata solo una mossa per screditare la precedente amministrazione: «Coluccini crea il buco spazzando via i residui attivi, in tutto circa 10 milioni. Si tratta di un metodo che farebbe saltare qualunque comune italiano. Il problema dei residui attivi determinava un problema di liquidità colmabile con la cessione di Toscana energia. Perché quel problema, che Massarosa si trascinava da un ventennio per cause di forza maggiore era stato affrontato e esposto nei suoi termini esatti dalle amministrazioni Mungai in consiglio comunale. Di nuovo allora c'è che questa eliminazione dei residui è una vera e propria istigazione al condono e all'evasione. Perché se è vero che il titolo a recuperare le morosità fiscali non viene meno, l'indirizzo del consiglio comunale è chiaro in un comune smantellato dal fuggi fuggi del personale alle prese con un'amministrazione. È mancata ogni azione politica e amministrativa per incassare i crediti verso altri enti e oggi azzeriamo tutte le pratiche della lotta all'evasione che stavano dando risultati».

Ma il problema del bilancio si riflette anche su tanti altri aspetti della vita dei cittadini; «La distribuzione di servizi scolastici, sociali e culturali, della presenza nelle frazioni, della manutenzione del territorio: lo avevamo detto quale sarebbe stata la conseguenza della follia politica di un uomo che aveva la sola preoccupazione di autoavverare le proprie profezie: i fatti ci hanno dato ragione, il Comune costruito da sei generazioni di massarosesi in due anni è distrutto, la nuova Massarosa vagheggiata da personaggi non è che un cumulo di macerie. C’è infine lo scandalo istituzionale dei capitoli di bilancio e di informazioni essenziali negate all’opposizione, del fastidio di un passaggio che richiederebbe trasparenza verso il consiglio comunale e l’opinione pubblica». —

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