Il Tirreno

Versilia

verso il Venticinquesimo anniversario 

Mostra-installazione di due artisti versiliesi per non dimenticare i giorni dell’alluvione

Gabriele Buffoni
Mostra-installazione di due artisti versiliesi per non dimenticare i giorni dell’alluvione

Gennifer Deri e Michele Pardini raccontano il loro progetto che ripercorre la tragedia attraverso i ricordi dei testimoni

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Gabriele Buffoni

Cardoso. La paura accompagnata dal rombo furioso dell’acqua, i passi frenetici nel bosco, un gesto semplice come quello di un nonno che pone sulle spalle della nipote un impermeabile improvvisato con un sacco di plastica che diventa l’atto di una gentilezza eroica. Gennifer Deri, di Cardoso, queste immagini le ha ancora impresse a fuoco nella propria memoria, e poco importa se da quel 19 giugno 1996 – all’epoca aveva solo cinque anni – è passato un quarto di secolo. Oggi, a 25 anni dall’alluvione che travolse la Versilia, è lei insieme al collega Michele Pardini (di Pietrasanta) a curare un progetto ambizioso che mira a fare della memoria di quel giorno un bene prezioso anche per le generazioni future. I due artisti e video-maker versiliesi – affiancati dalle associazioni culturali Alkedo e Open Art Project – stanno infatti portando avanti la preparazione di un’installazione che, dal prossimo 19 giugno fino all’11 luglio, rimarrà visitabile in ciascuno dei quattro comuni della Versilia “storica”. Si tratta di un vero e proprio «percorso psico-fisico – spiega Gennifer – attraverso cui si potrà non solo ripercorrere le tappe della tragedia dell’alluvione ma anche immergersi nelle sensazioni e nei ricordi di chi quel giorno l’ha vissuto in prima linea». Gli scatti raccolti che andranno a costituire un’ampia mostra fotografica su Cardoso e i paesi più colpiti dall’alluvione si alterneranno ad installazioni artistiche e a video-proiezioni con le testimonianze dirette dei protagonisti: dai cittadini della montagna versiliese a quelli della piana, da chi ha perso tutto a chi ha aiutato l’opera di ricostruzione. «L’idea – spiegano i due artisti – è quella di dare rilievo al senso di comunità che in seguito all’alluvione si è creato in tutta la Versilia: il dolore ci portò a superare i campanilismi e fu di aiuto per ripartire. Un messaggio che mai come ora appare attuale». L’iniziativa, proprio per questo, si intitola “Con-Tatto”. E non si fermerà alla sola commemorazione. «Il nostro progetto – racconta Gennifer – riguarda anche la creazione di un archivio video in cui raccogliere quante più testimonianze possibili, in modo che quanto accaduto quel 19 giugno, i ricordi e le sensazioni di chi fu colpito dall’alluvione, non vadano perduti con il passare del tempo». Gennifer e Michele per questo stanno continuando le loro video-interviste anche in questi giorni al palazzo della cultura di Cardoso, luogo simbolo della violenza dell’alluvione di 25 anni fa: fino ad oggi sono più di trenta le testimonianze raccolte, tra cui anche quelle di Mauro Ciampa (l’architetto che aiutò a ricostruire il paese di Cardoso), Maria Sargentini e Paolo Fontanelli (nominati nell’immediato post-alluvione come responsabile degli interventi di emergenza e sistemazione idrogeologica e sub-commissario per la ricostruzione). «A volte mi sento quasi in colpa nel chiedere alle persone e in particolare ai miei compaesani di rivivere quel giorno – ammette Gennifer – ma proprio per averlo vissuto so quanto è importante. Io scappai nel bosco in preda al panico insieme ai miei nonni mentre l’acqua si portava via la nostra casa e ancora oggi quel trauma ha lasciato in me una ferita aperta. Per questo so che è importante non dimenticare. Invito chi voglia fornire la propria testimonianza a farsi avanti». Per partecipare, contattare il numero 340. 6410767. –

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