Finanza
Palme appassite a Marina «Niente cure dal Comune»
Residenti, balneari e albergatori all’attacco per lo stato di degrado del lungomare L’assessore: «Colpo d’occhio brutto, ma episodi dovuti a un evento naturale»
Luca Basile
Pietrasanta. Il colpo d’occhio è sgradevole: una cartolina appassita di un litorale e di una Marina già alle prese con le difficoltà alla voce turismo imposte dal Covid e dalle sue restrizioni. Così come appassite sono le palme che si affacciano secche, “spezzate” e tristi su alcuni tratti del lungomare, nella zona interna di Focette e ancora a Tonfano: uno scenario indecoroso che manda su tutte le furie chi ci ha segnalato la problematica. «Alcune di queste piante andavano trattate per tempo contro il parassita che le sta danneggiando e che non è il punteruolo rosso: eppure dal Comune – fanno sapere un gruppo di residenti fra i quali alcuni albergatori e balneari – non è arrivata alcuna azione concreta. Molti stabilimenti balneari, sullo spazio in concessione, hanno invece trattato le palme nei mesi scorsi e il risultato è che oggi sono rigogliose e con meno problemi. Ma qui c’è una gestione di fondo su cui si dovrebbe riflettere: si interviene tardi e male e a pagarne le conseguenze è tutta una zona. Senza dimenticare il danno che si fa a delle piante che propongono un valore, anche dal punto di vista ambientale e dell’immagine, enorme».
Tesi però rigettata dall’assessore ai lavori pubblici Matteo Marcucci. «Su un punto sono d’accordo: il colpo d’occhio delle palme è davvero brutto, oggi. Detto questo, non è vero che le piante siano in queste condizioni per un parassita, ma il fatto che, mi riferisco in particolare alle nuove alberature sul litorale, siano secche si deve alle conseguenze del periodo invernale. Insomma nessuna dimenticanza o superficialità, ma un evento naturale. Ad ogni modo – prosegue Marcucci – dopo la manutenzione, già completata, nei prossimi giorni verrà effettuato il trattamento fitosanitario, la concimazione e la pulitura delle foglie secche. E sono convinto, così come gli esperti dei nostri uffici, che in estate l’aspetto delle palme sarà assolutamente più consono alla bellezza del nostro litorale. Analoga procedura e trattamento che abbiamo fatto per altre piante in parchi e zone della città ha infatti portato a risultati importanti».
Fin qui Marcucci a chiosa di una querelle destinata ancora a fare discutere. Così come fa discutere la decisione, sempre del Comune, di abbattere 24 tigli, su un totale di 60, in piazza Statuto a breve sede di un cantiere. Dal palazzo fanno sapere che l’abbattimento si deve al fatto che le piante sono malate, vecchie e non allineate e che saranno sostituite da alberature già di una certa grandezza. Scenari che piacciono meno di niente alle associazioni ambientaliste (si preannunciano proteste) e a molti residenti.
Pollice verso anche dal Pd. «Ci domandiamo cosa direbbe il Comune a un privato se per realizzare un marciapiede volesse abbattere 24 tigli monumentali? In altre parole, uno dei pochi punti “freschi” spesso di ritrovo di giovani e meno giovani anche in piena estate, lascerà il posto all’asfalto. Tutto questo dimostra purtroppo una scarsa sensibilità, con una limitata attitudine a comprendere il contesto storico di piazza Statuto». —
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