Gioco
Una telefonata per combattere la solitudine dei nonni in piena pandemia
L’esperienza nata durante il primo lockdown è servita a fare compagnia agli anziani, sono nate nuove amicizie
FORTE DEI MARMI. Una telefonata contro la solitudine che per gli anziani diventa ancora più pesante durante la pandemia. A volte scambiare due parole, raccontare la vita che si conduce può aiutare a sentirsi meglio. Lo dimostra un progetto nato durante il primo lockdown. Il Comune di Forte dei Marmi ha patrocinato “Sei Forte Nonno”, un’iniziativa di volontariato telefonico a favore della popolazione più fragile, in particolare gli ultrasettantenni. Alcuni volontari fra i trenta e i quarant’anni hanno in pratica “adottato” telefonicamente i nonni, chiamandoli ogni giorno. Il progetto è nato da un’idea della dottoressa Margherita Turio, specializzata in Psicologia clinica, che lo ha proposto all’assessora alle Politiche sociali, Simona Seveso. Di fatto però alcuni volontari, proprio per il rapporto instaurato nel corso delle chiacchierate telefoniche, continuano a chiamare i “loro nonni”; sono nate anche nuove amicizie.
«Il primo passo è stato quello di telefonare personalmente a tutte le persone selezionate dal Comune – spiega la dottoressa Turio – presentarmi, spiegare l’iniziativa e capire la loro volontà di aderire o meno. Successivamente ho reclutato i volontari tramite il passaparola e la pagina Facebook creata ad hoc www. facebook. com/seifortenonno, ho chiesto aiuto a Mara Maionchi, assidua frequentatrice del Forte che ha “sponsorizzato” l’idea sui suoi canali social e la prima cosa che ho notato con piacere è la disponibilità delle persone a portare allegria agli anziani».
In questi mesi “Sei Forte Nonno” è stato inoltre inserito nel portale www. dareunaiuto. it, un progetto online no profit nato in seguito all’emergenza Covid-19 per raccogliere le iniziative gratuite di solidarietà presenti sul nostro territorio e in rete.
«Una volta reclutati i volontari, ho assegnato a ognuno un nonno e gli ho inviato un vademecum con alcune “regole” da rispettare, soprattutto per quanto riguarda la privacy e la sicurezza dei nonni, e qualche piccolo suggerimento di comunicazione e comportamento dando la mia completa disponibilità per qualsiasi dubbio, perplessità o problema», aggiunge la psicologa. A settembre i volontari hanno raccontato gli aspetti che li hanno maggiormente colpiti, le emozioni suscitate dagli incontri telefonici e che tipo di rapporto hanno instaurato con la persona a loro affidata. Alcuni volontari, così hanno riferito, chiamavano tutti i giorni, altri a giorni alterni e altri ancora una volta a settimana a seconda degli accordi presi con i rispettivi anziani. «Rispettando tutte le disposizioni anti Covid-19 tre coppie hanno deciso spontaneamente di incontrarsi e conoscersi di persona aumentando così il loro livello di confidenza e intimità e continuando a sentirsi indipendentemente dal progetto». –
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