Il Tirreno

Versilia

il caso 

Dalla Regione sms per prenotare le dosi anche a chi è già coperto

Donatella Francesconi

Il consiglio della Asl è quello di contattare la struttura presso la quale si è in cura e avvertire che si è già stati soggetti a somministrazione

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viareggio. Anche in Versilia, come nel resto della Toscana, c’è chi – essendosi registrato per la vaccinazione anti Covid-19 in quanto soggetto a elevata fragilità e avendo già ricevuto la prima dose in questi ultimi giorni – si è visto arrivare un Sms della Regione Toscana finendo per rischiare di vaccinarsi due volte. Anche a chi, infatti, ha già ricevuto la prima dose, la Regione ha inviato l’informazione per la quale saranno reparti e Centri specialistici Asl che hanno in cura questo tipo di cittadini, a contattarli per indicare loro quando e dove sottoporsi a vaccino. Il Tirreno ha girato il quesito alla Asl Toscana Nord Ovest. Dalla quale arriva il consiglio di «contattare le strutture da cui si è seguiti per avvisare che si è già stati vaccinati».

Le vaccinazioni che saranno prenotate – per chi non ha ancora ricevuto neppure la prima dose – attraverso le strutture Asl dalle quali si è seguiti per le proprie patologie avverranno, spiega la Asl, o all’ospedale Versilia nel sistema organizzato per vaccinare il personale sanitario, o nei Centri sul territorio (per la Versilia il Distretto del Terminetto).

Il “disguido” del doppio messaggio è dovuto – secondo la Asl – alla mancata “pulizia” delle banche dati da parte della Regione, man mano che le vaccinazioni procedono. Anche se la vaccinazione eseguita viene subito inserita nel Fascicolo sanitario personale dei cittadini. Non si capisce, dunque, perché le banche regionali dati non vengano aggiornate in automatico.

Per quanto riguarda ancora i cittadini ad elevata fragilità, per il tipo “A” arriverà la chiamata della struttura che li ha in cura; mentre per il tipo “B” (i meno fragili) continua a esservi necessità di prendere appuntamento sul portale della Regione (che ieri però era ancora inaccessibile) tenendo a portata di mano il codice di esenzione per patologia.

Non è facile per niente orientarsi in questo vero e proprio labirinto. E c’è da chiedersi se non sarebbe stato meglio che Regione e Asl avessero scelto di creare, sui territori, veri e propri nuclei vaccinali anche per la parte più burocratica, quella a monte della somministrazione. —

Donatella Francesconi

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