Attenzione
«Cava Pitone resti chiusa danneggia il paesaggio»
Seravezza. Riaprire quella cava dopo 30 anni di inattività, nel bacino Trambiserra, secondo la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Lucca e Massa Carrara (ministero della cultura), rovinerebbe il belvedere di cui si gode dal centro storico di Seravezza. Così, dopo aver esaminato il progetto di coltivazione di cava Pitone, a seguito di tre riunioni della conferenza dei servizi, il Parco regionale delle Alpi Apuane non ha concesso la Pronuncia di compatibilità ambientale (Pca) alla ditta Italia High Quality Srl di Pietrasanta. Il Parco, nell'emettere il diniego, ha dovuto tener conto, in particolare, delle riserve sugli impatti prodotti dall'intervento sul paesaggio, indicati dalla Soprintendenza e anche dall'Unione dei Comuni della Versilia. Nel corso del procedimento è stato poi sottolineata la «carenza della documentazione prodotta dal proponente», che - si legge nell'atto - non consente di conoscere gli impatti prodotti dall'intervento sulle componenti ambientali «aria» e «acqua», come indicato dall’Arpat e dalla Regione Toscana. Ma il motivo di maggior peso per cui gli enti non hanno concesso alla High Quality di riaprire cava Pitone, nel bacino in cui già viene estratto marmo bianco da altre due società (la Biagi marmi e la Fratelli Sermattei) riguarda il paesaggio.
«La cava Pitone – si legge nella Valutazione di impatto ambientale del Parco, nella parte della sintesi relativa al rappresentate della Soprintendenza - risulta ben visibile dal centro storico di Seravezza (al riguardo si considerino, in particolare, le viste panoramiche che si offrono dall'incontro tra la Sp9 e la via Lungo Serra nonché percorrendo quest’ultima strada, anche dove prosegue, come via Monte Altissimo) e pertanto la ripresa, dopo più di trentanni di arresto della sua coltivazione non risulterebbe consona all'obiettivo di salvaguardare le principali visuali del paesaggio storico apuano e inadeguata al perseguimento dell’indirizzo che mira a favorire il miglioramento dei livelli di compatibilità ambientale e paesaggistica per le attività estrattive della Alpi Apuane, con particolare riferimento alle cave collocate sui crinali o in posizione di elevata visibilità della costa e dai centri storici». —
T.B.G.
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