Il dolore
Piccole imprese escluse dai nuovi ristori
La voce di un parrucchiere di Stiava: «Per 30 euro appena non riuscirò ad accedere. Così ci stanno massacrando»
Donatella Francesconi
viareggio. Carte in mano, all’uscita dal confronto con il commercialista, Fabio Del Greco, parrucchiere per signora a Stiava, telefona al Tirreno per esprimere rabbia e sconcerto insieme: «Il professionista mi ha appena spiegato che per 30 euro appena non ho il diritto agli indennizzi del nuovo decreto del Governo. Il commercialista mi ha anche spiegato che saranno davvero poche le attività più piccole che ne avranno diritto. Così, però, ci stanno davvero massacrando. E pensare che siamo a inizio aprile e ancora non sappiamo quando potremo riaprire le nostre attività».
A confermare cosa sta accadendo a tante imprese del nostro territorio è Claudio Pucci, commercialista, vicepresidente di Unimpresa: «Ho avuto anche io delle “sorprese” nell’avvicinarmi al decreto. Ci sono, per esempio, imprese che operano nell’ambito della nautica, settore che ha sempre lavorato, che in virtù della dilazione delle commesse possono contare di ottenere gli indennizzi. E imprese che, invece, sono rimaste chiuse alle quali tocca una miseria». Molto dipende – continua Pucci – «dalla categoria merceologica di appartenenza. Faccio un esempio: palestre e discoteche ci rientreranno sicuramente». Ma «il concetto per cui le microimprese non hanno possibilità di rientrare negli indennizzi previsti dal decreto è percentualmente molto vero. Almeno per quanto riguarda la Versilia».
Dove, nell’estate 2020, più di un’azienda è riuscita recuperare terreno grazie alla stagione. «Abbiamo calcolato», aggiunge il commercialista dello “Studio Pucci associati”, «che circa un 30 per cento solo delle imprese riuscirà ad avere diritto ai nuovi indennizzi. Per la micro impresa si può dire che non è stato fatto proprio niente».
Per il resto, l’esperienza del professionista che da mesi affronta – come tanti suoi colleghi – i provvedimenti del Governo per l’economia italiana, viene definita «un percorso a ostacoli» nel quale «non c’è un equilibrio di giustizia».
Soprattutto se paragonato a quanto avviene nel resto del mondo: «Ho appreso proprio in questi giorni che in Australia sono stati erogati mille dollari alla settimana di rimborso alle imprese e ai loro dipendenti 600 dollari alla settimana». Decisamente un meccanismo più semplice dei contorti “ristori” con i quali si confrontano da un anno aziende e professionisti italiani, spesso sbattendo in un nulla di fatto. —
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