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Maestra e scrittrice Il sogno realizzato di Simona Giorgi

Nicoletta Dati
Maestra e scrittrice Il sogno realizzato di Simona Giorgi

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camaiore. Simona Giorgi, insegnante di sostegno alla scuola elementare di Vado, nonché mamma di Lorenzo e moglie di Gabriele è ora a tutti gli effetti anche una scrittrice. Il 17 febbraio scorso, giorno del suo trentasettesimo compleanno, la neo scrittrice camaiorese, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo: “Tutto cambia all’improvviso”, una storia ambientata a Firenze dove non tutto è quello che sembra.

Come è nata l’idea di scrivere un romanzo?

«È nata da un sogno che mi porto dietro da tantissimo tempo. Scrivere un romanzo nasce dalla voglia di comunicare qualcosa alle persone che lo leggono, raccontare di storie, sentimenti e emozioni che ciascuno di noi prova. Nasce anche dalla voglia di dare aiuto a chi pensa che le cose non possano cambiare e si ferma in rigide convinzioni. La passione per la lettura mi ha insegnato che si può entrare nelle vite delle persone e imparare sempre nuove cose. La mia timidezza mi ha bloccato per molto tempo e il sogno era rimasto chiuso in un cassetto».

Cosa ti ha fatto capire che era il momento giusto?

« L’ispirazione arriva quando meno te lo aspetti. Una sera, mentre addormentavo Lorenzo, mi è venuta un’idea improvvisa. Scrivere una storia ambientata a Firenze. L’idea mi riempiva la mente e dovevo realizzare qualcosa, era il momento di scrivere. La mia storia è cominciata con una parola: Ponte Vecchio. Sopra Ponte Vecchio ho visto con la fantasia una ragazza e ho deciso di raccontare la sua storia».

Perché proprio Amelia: chi è? C’è un messaggio che vuoi passare ai lettori? «Amelia, la protagonista principale, è un nome che mi è sempre piaciuto e le caratteristiche del mio personaggio sono come il significato del nome “laboriosa”, “energica” e “attiva”. Il messaggio che voglio trasmettere è principalmente quello del cambiamento, della possibilità di accettare che le cose cambino e che si possa imparare a ricostruire se stessi».

Dove si trova il tempo tra i tanti impegni?

«Il tempo nasce da una forte volontà e desiderio. Non è facile ritagliare del tempo per se stessi, soprattutto quando hai un bambino e una famiglia a cui non vuoi togliere l’attenzione necessaria. Penso altresì che una mamma debba dedicarsi anche alle sue passioni per essere felice e ciò non toglie tutto quello che comporta il ruolo di madre e moglie. Il momento in cui mi dedicavo alla scrittura vera e propria era durante il pisolino del mio bambino. In quel momento, avevo la mente sgombra e pronta a scrivere. Il lockdown non mi ha aiutata in tal senso, perché il lavoro a distanza è stato più impegnativo del previsto. Un segreto che mi ha aiutata è stato l’utilizzo di un quadern su cui annotavo quello che mi passava per la testa».

Quanto è difficile mettersi a nudo e regalare una parte di se ai lettori, sei pronta per le critiche?

«Direi difficilissimo. Il pensiero che le persone leggano le mie pagine mi terrorizza, perché la storia di Amelia nasce dalla mia mente e avrà sempre qualche traccia di me. Sono pronta alle critiche costruttive, non a quelle maliziose».

Cosa hai provato quando hai messo il punto?

«Ho provato tantissima emozione e anche un po’ di paura. Non mi sentivo mai pronta a rileggere tutto. Mi sembrava di essere in un vortice emotivo più grande di me. Quando è arrivato ho provato stupore, non credevo di essere capace di realizzare un romanzo tutto mio e poterlo toccare con mano. Gli aspetti più difficili sono legati alla ricerca di qualcuno che potesse leggerlo senza essere “di parte”. Qualcuno fuori dalla famiglia con più oggettività. L’aspetto più esaltante è stato riuscire a gestire tutta la pubblicazione da sola (su Amazon, ndr). Dare vita a personaggi che ho amato fin da subito. Mentre scrivevo mi emozionavo con loro. E adesso? In cantiere c’è già un’altra storia, sto ancora lavorando ai personaggi. Il fulcro della storia c’è». —

Nicoletta Dati

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