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Versilia

il caso 

Ok alla garanzia dello Stato, ma la banca non dà i soldi

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viareggio. Ha ottenuto la garanzia da parte dello Stato, ma la banca ancora, dopo sei mesi, non le ha erogato il finanziamento. Così un’azienda versiliese ha deciso di rivolgersi alla Banca d’Italia e alla prefettura di Lucca, paventando anche la possibilità di rivolgersi al giudice.

A seguire la vicenda sono l’avvocato Giampaolo Napolitano e Gianfranco Antognoli, fondatore di Concredito. Tutto nasce con il decreto liquidità, che ha permesso a molte aziende di ottenere soldi dalle banche grazie alla garanzia prestata dallo Stato.

Anche l’azienda in questione (che dà da vivere a diverse famiglie) ha seguito il percorso previsto, fino ad arrivare all’accettazione da parte del Mediocredito centrale del 90% della garanzia del finanziamento richiesto.

Finanziamento che, però, non è mai arrivato nelle casse della società, causando una seria crisi di liquidità. Perché – spiegano Napolitano e Antognoli – la banca si è «trincerata dietro una “discrezionale valutazione del merito creditizio”». In sostanza, secondo l’istituto di credito l’azienda è considerata “a rischio”. Ma – si legge nella segnalazione inviata a Banca d’Italia e prefettura – «l’impresa nostra assistita non ha avuto e non ha alcun tipo di pregiudizievole negativa e continua regolarmente la propria attività economica nonostante l’incidenza della situazione pandemica».

Secondo i due professionisti, le risposte della banca «non si presentano sufficientemente motivate e risultano basate su argomentazioni fuor di dubbio generiche e infondate, non supportate da alcun elemento concreto e piene di riferimenti tecnici non circostanziati».

Per questo l’azienda chiede di «conoscere le reali ed effettive motivazioni che hanno condotto a negare la richiesta di concessione del finanziamento garantito».

Un diritto – spiegano Napolitano e Antognoli – che è stato ribadito anche dal collegio di coordinamento dell’Arbitro bancario finanziario e dalla stessa Banca d’Italia in un bollettino che risale al 2007.

La vicenda, però potrebbe non concludersi qui. Oltre alla segnalazione agli organismi di vigilanza, infatti, la società versiliese si mantiene la «piena riserva di agire in sede giurisdizionale per la tutela dei nostri interessi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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