Il Tirreno

Versilia

l’appello 

Delegazione dei ristoratori: «Aiuti concreti per lavorare»

C.B.M.

Protocollata una richiesta per discutere delle misure per sostenere coloro che hanno subito danni economici da chiusure e zone rosse

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viareggio. Nelle richieste ci sono punti essenziali: ovvero la riduzione del pagamento della Tari in proporzione alle perdite di fatturato, cancellazione della tassa sul suolo pubblico, la cancellazione delle altre tasse comunali, l'abolizione della tassa di soggiorno e la dilazione dei debiti erariali comunali, riduzione del prezzo degli stalli blu. I rappresentanti dell’associazione “Tutela Nazionale Imprese” ha protocollato un documento nella quale vengono esposte tutte le misure richieste dagli imprenditori che possano riprendere a lavorare con il massimo dell’agevolazione possibile nel momento un cui passerà la zona rossa.

«La situazione è diventata ingestibile ed è inaccettabile. Siamo chiusi da oltre un anno, ormai, e non ne possiamo più. Non vogliamo lavorare da fuorilegge - spiega Stefano Vecciani, direttore provinciale dell’associazione, nonché titolare del Fronte del porto a Viareggio e del Fiaschetto alla Bufalina - Ci devono riaprire il prima possibile. Se, dopo mesi di restrizioni e 260 giorni di chiusure ininterrotte delle attività a cena, i contagi non sono ancora diminuiti, significa che, evidentemente, i luoghi di contagio non sono certo i ristoranti. Facciamo il contrario, allora: chiudiamo tutto il resto ed apriamo i ristoranti. Le nostre aziende si sono indebitate fino al collo, molti sono sotto sfratto e decine e decine di imprenditori del nostro territorio saranno costretti, se nulla cambia, a chiudere definitivamente. Le dichiarazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sono la nostra condanna a morte, perché se, a prescindere dall'andamento dei contagi, la zona gialla non esisterà più fino al 1 maggio e oltre, nemmeno le nostre attività esisteranno più. Ci hanno tolto il diritto d'impresa, ci hanno espropriato delle nostre aziende senza risarcirci. Gli indennizzi arrivati, infatti, sono nulla. Gli ultimi, quelli del decreto Sostegni, sono il 4,7% delle perdite del fatturato: ci hanno risarcito un mese solo, sui sei di chiusura».

Una posizione da sempre critica quella dei ristoratori e degli imprenditori del settore che hanno pagatomolto in termini economici le chiusure. —



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