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Bimbi disabili in classe solo due volte I genitori fanno intervenire il Comune
pietrasanta. Un caso, a quanto pare, in via di risoluzione dopo qualche frizione di troppo e prese di posizione, quello sollevato da alcuni genitori di una scuola di Pietrasanta.
La zona rossa imposta dal Covid ha, infatti, reso ancora più difficoltosa le lezioni in classe per i bambini con varie problematiche e disabilità.
Ma la didattica a distanza, come segnalato da mamme e babbi, sempre in alcuni casi non risponde alle esigenze dell’alunno, che deve già convivere con disagi importanti a livello fisico.
«Mi hanno chiamato dei genitori sollevando la questione – fa sapere l’assessora Francesca Bresciani – ho preso allora contatto con la dirigente Carmen Menchini, chiedendole di valutare tutti i casi con gravità all’interno del comprensivo di sua competenza. L’obiettivo, ovviamente, è quello di consentire una maggiore frequenza in classe per gli alunni e non solo, come è successo, due volte alla settimana. La didattica a distanza non è attuabile per alcuni bambini ed è per questo motivo che la normativa ci viene in aiuto consentendo la presenza dell’alunno in classe nonostante la zona rossa».
«Lunedì scorso ho avuto un incontro con la stessa dirigente – aggiunge Bresciani – a seguito di mail intercorse e in quell’occasione ci è stato garantito che avrebbero valutato ogni singolo caso cercando di garantire una maggiore frequenza degli alunni. Ovviamente, tutto questo, nel rispetto dei protocolli e tutela alla salute».
«Da parte nostra, intendo come amministrazione comunale – continua Bresciani – siamo pronti a fare il possibile, per quanto di competenza, in modo da attenuare i disagi e dare un aiuto concreto alle famiglie e quindi supportare la scuola. Il momento, purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte anche in ambito didattico per contenere il contagio, è molto complicato: non ci sono soluzioni ideali a prescindere, ma il confronto, in questi casi, è necessario, proprio per individuare le misure più idonee per far sì – sottolinea ancora Bresciani – che alcuni bambini non debbano essere costretti a seguire la didattica da remoto».
Con la dirigente Menchini che fa chiarezza sulla posizione adottata dal suo Istituto comprensivo.
«Come direzione didattica portiamo avanti un progetto inclusivo – dice – la nostra idea è quella di proporre alcune lezioni in classe, nei limiti imposti dalla difficoltà del momento, condivise da più alunni e non solo da coloro che presentano alcune problematiche. Per questo motivo la situazione è continuamente monitorata, giorno dopo giorno con un’accurata valutazione dei singoli casi. Valutazione di stretta competenza dei docenti. Organizzare tutto questo, alla luce della situazione, è tutt’altro che semplice, ma le risposte che ci arrivano sono significative e incoraggianti». —
L.B.
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