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Vaccinato l’80 per cento del personale Il provveditore: pronti a riaprire le scuole
Entro Pasqua tutti i docenti e i bidelli potrebbero aver ricevuto, se ne faranno richiesta, la prima dose del siero
viareggio. Il presidente del consiglio Draghi ha annunciato ieri che nidi, elementari e prime medie riapriranno dopo Pasqua, mentre per gli altri continuerà la didattica a distanza. «Le evidenze scientifiche dimostrano che fino alla prima media le scuole di per sé non sono fonte di contagio», ha detto in conferenza stampa, sostenendo che la riapertura sarà resa possibile anche grazie alla campagna vaccinale che «procede bene». I numeri del personale scolastico che ha ricevuto la prima dose del vaccino fanno sperare.
In Versilia sono 2.458. Questo numero comprende tutti i lavoratori, residenti sul territorio, che hanno a che fare con il mondo della scuola o dell’università, quindi docenti, bidelli, assistenti amministrativi, presidi, ma anche ricercatori, dottorandi, cuochi, addetti alla mensa o alle pulizie, borsisti e via dicendo.
Nelle scuole della Versilia ci lavorano circa 2.700 persone: di queste, secondo una prima stima, l’80 per cento ha ricevuto la prima del vaccino. Una percentuale più alta della media regionale (73 per cento). La Toscana, con le sue 80mila prime dosi al personale scolastico si piazza ai primi posti della classifica italiana per questa categoria, ma agli ultimi per quella degli over 80 (hanno ricevuto la prima dose poco più di 107mila anziani, il 32 per cento del totale). «Io ho colto le indicazioni che venivano all’inizio della campagna di vaccinazione, quando si diceva di mettere in sicurezza le tre cose fondamentali di una comunità: scuola, sanità, forze dell’ordine e giustizia», ha detto ieri il presidente della Regione Eugenio Giani durante la trasmissione Tagadà su La7.
Se tutti i docenti e i bidelli facessero richiesta (considerando che le vaccinazioni sono state aperte il 12 febbraio) entro Pasqua la percentuale del personale scolastico vaccinato potrebbe arrivare al 100 per cento.
Non è scontato che accada. Dopo il caso delle morti sospette, sono rimasti strascichi di scetticismo nei confronti del siero di AstraZeneca. E questo nonostante l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, abbia dato il via libera dopo la sospensione, sostenendo che i benefici dei vaccini nel combattere la diffusione del covid-19 continuino a superare i rischi degli effetti collaterali del siero, e sottolineando che tra i sintomi più gravi dell’infezione da coronavirus ci sono proprio i tanto temuti problemi di coagulazione e quadri clinici legati alla circolazione.
«Il mondo della scuola ha risposto bene anche al caso di AstraZeneca – spiega la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Donatella Buonriposi –: sicuramente ci sono persone che non vogliono vaccinarsi, ma sono pochissime. La maggior parte del personale si è già vaccinato o lo farà».
Sulla riapertura della scuola, Buonriposi dice di «condividere il pensiero di Draghi». Aprire nidi, elementari e prime medie «ha sicuramente una logica, anche perché è per queste famiglie che la scuola chiusa crea grandi disagi». Inoltre «adesso tutta la Regione entrerà in zona rossa (scatterà il 29 marzo: Eugenio Giani lo ha annunciato ieri dopo la cabina di regia nazionale, ndr), quindi ci auguriamo che questa misura porti un miglioramento in vista della riapertura dopo Pasqua». —
Melania Carnevali
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