Gioco
Turismo, piace alle categorie l’ipotesi passaporto vaccinale
Corchia (Federalberghi): «L’Europa approvi anche lo Sputnik. Ne va di una bella fetta del nostro lavoro con gli stranieri»
VIAREGGIO. Preoccupazione e speranza. La prospettiva dell’introduzione (a partire, forse, da giugno) del nuovo passaporto vaccinale rinvigorisce gli animi degli operatori del settore turistico versiliese, funestati sia dalle difficoltà dell’emergenza pandemica che dalla decisione dell’Emilia Romagna di ritardare il via alla stagione a fine maggio (mentre per adesso – soprattutto per quel che riguarda il mondo balneare – l’apertura in Toscana dovrebbe partire subito dopo la fine di aprile). Tra questi timori, l’ipotesi del “green pass” europeo sembra davvero illuminare le prospettive per la stagione estiva 2021. «Siamo fortemente ottimisti – ammette Pietro Guardi, presidente dei balneari di Viareggio – se nelle prossime settimane, come promesso, la campagna vaccinale inizierà potremmo forse permetterci di iniziare la stagione nelle prime settimane di maggio. E con l’arrivo del passaporto vaccinale e l’apertura ai flussi turistici anche esteri potremmo veramente rilanciare il motore della macchina turistica. Non solo l’introduzione di un documento ufficiale come il pass farà stare più tranquilli anche noi e i nostri dipendenti: avere a che fare con persone che hanno questa garanzia di immunità al virus non è un passo da poco, ci toglie molte preoccupazioni».
Francesco Verona, referente dei balneari di Marina di Pietrasanta, conferma: «Sarà un passo molto importante per la stagione. Però abbiamo molti visitatori anche da Inghilterra e Stati Uniti, due Paesi che hanno già portato avanti un’ampia copertura vaccinale tra la loro popolazione. Sarà importante garantire anche a loro, pure se non dell’Unione Europea, la libertà di venire sulle nostre spiagge». C’è chi, però, nutre qualche perplessità in più, soprattutto sulle modalità di introduzione del pass “Covid-free”, oltre che sui problemi che la campagna vaccinale riscontra ad oggi in Toscana. «Sicuramente l’entusiasmo alla notizia che possa essere seriamente introdotto questo passaporto c’è – spiega Paolo Corchia, manager del Grand Hotel President di Forte dei Marmi e tra i vertici nazionali di Federalberghi – però restano i problemi legati ai ritardi che si stanno riscontrando qui in Italia e in particolare in Toscana con la distribuzione dei vaccini. Abbiamo più volte chiesto che venisse garantita la vaccinazione al personale delle strutture alberghiere e di chi è al contatto diretto con la clientela, così come un contributo per garantire tamponi ogni settimana ai nostri dipendenti, ma così non è stato. Inoltre – conclude Corchia – sarebbe importante, soprattutto per la Versilia, che anche il vaccino Sputnik venisse compreso in questo speciale passaporto: una buona fetta del gettito turistico estero viene proprio dalla Russia o dai Paesi arabi dove questo vaccino è particolarmente diffuso, ma se l’Ema non lo accoglierà tra quelli ratificati dall’Unione Europea per noi sarà sicuramente un grave danno».
Scarsa finora anche la chiarezza su chi potrà effettivamente accedere al passaporto vaccinale e cosa comporterà l’introduzione di questo documento europeo sulle restrizioni nazionali. «Sarebbe inutile se poi anche i possessori di questo passaporto dovessero sottostare alle diverse “zonazioni” tra una regione e l’altra o anche tra varie aree di una stessa regione – commenta Maria Bracciotti, presidente dell’associazione degli albergatori della Versilia – il rischio nel caso è di vedere una regione penalizzata rispetto ad un’altra. Anche qualora chi si fosse vaccinato potesse godere di piena libertà di movimento poi, è naturale che i turisti sceglieranno comunque le destinazioni più sicure, dove ci sono meno contagi e più vaccinati tra le persone del posto. Per questo ben venga il “green pass” europeo, ma serve soprattutto che la Toscana non arrivi ultima nella campagna vaccinale. Speravamo, a fine marzo, di non avere a che fare con tutta questa incertezza».
Il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, aggiunge: «Non facciamoci grosse illusioni. Credo che questo passaporto vaccinale possa dare uno slancio in più, ma per funzionare dovrà avere una formulazione e critieri omogenei tra tutti i Paesi che lo adotteranno. Francamente non credo che potrà avere grande incidenza sulla stagione estiva 2021: se verrà introdotto a giugno, prima che tutti possano accedervi e aver chiare le modalità di utilizzo passerà ancora più tempo. Quest’anno bisognerà ancora accontentarci dei turisti italiani sulle nostre spiagge, come già accaduto nel 2020 quando, comunque, il nostro settore turistico ha ottenuto numeri importanti». —
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