La protesta
Il Pd attacca sul museo Mitoraj «Quanti soldi servono?»
Dopo la notizia dello slittamento dell’apertura l’opposizione chiede trasparenza anche sul tema della Fondazione
pietrasanta. «Fare chiarezza sul museo Mitoraj». La notizia dello slittamento dell'apertura dello spazio espositivo dedicato al maestro polacco, che nascerà sulle ceneri del vecchio mercato comunale, a dopo l'estate – ma non è escluso un ulteriore posticipo – non sembra destare particolare sorpresa dalle parti del Partito Democratico.
«Come avevamo previsto il sindaco Alberto Giovannetti, ha sbagliato in pieno ancora una volta le sue previsioni sui tempi di realizzazione del museo Mitoraj. Di questa opera – scrivono in una nota Rossano Forassiepi, Ettore Neri e Nicola Conti – si straparla a Pietrasanta ormai da diversi anni e la data di inaugurazione è andata via via scivolando nel tempo dal 2019 in poi. Adesso anche l’ultimo proclama di Giovannetti a proposito di una inaugurazione a giugno 2021 viene polverizzato dai fatti. L'assessore Matteo Marcucci, in realtà, annuncia il ritardo e sposta il traguardo a fine 2021, ma non motiva rispetto alle cause del ritardo e non si addentra in quello che per noi è il capitolo fondamentale di questa storia e cioè sui soldi che servono e, forse, mancano per realizzare l’intero progetto.nI soldi oltre al modello di gestione: che fine ha fatto la super affollata Fondazione la cui sottoscrizione doveva essere stata fatta mesi fa con il Ministero dei Beni Culturali? Sindaco, che fine ha fatto lo Statuto? E ancora: è stato predisposto un piano economico che individui i costi annui per la gestione complessiva delle attività del nuovo Museo e conseguentemente i costi per la collettività? Dal palazzo comunale nessuna notizia esce, i cittadini sono tenuti all’oscuro come sudditi senza diritti e chi sa ha l’acqua in bocca. Ma la città ha diritto di sapere, di essere informata, di conoscere nel dettaglio cosa sta capitando».
La città, sostiene il Pd, «da troppo tempo si è vista sottrarre uno spazio molto importante e potenzialmente vitale, in cambio per ora solo di rinvii e promesse». Nel frattempo, salvo imprevisti, il via libera ai lavori è in agenda nella giornata di domani. —
L.B.
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