Il Tirreno

Versilia

tributi 

Finte seconde case, il Comune invia 13mila accertamenti

Donatella Francesconi

La risposta della dirigente Alice Valchera al consigliere comunale Alberto Pardini (Lega) che ha raccolto proteste

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Donatella Francesconi

viareggio. Botta e risposta tra il consigliere comunale della Lega, Alberto Pardini, e la dirigente del settore Tributi del Comune di Viareggio, Alice Valchera. Al centro, la richiesta di Pardini relativamente a una serie di accertamenti Imu che da inizio anni si sono abbattuti nelle case viareggine. Accertamenti che hanno per oggetto la contestazione della residenza – e quindi lo status di abitazione principale – per gli immobili finiti nel mirino del Comune. Costa sta accadendo lo spiega Valchera che si dice «un po’ stupita dal tono della richiesta» con la quale Pardini chiedeva di conoscere «il numero degli accertamenti/sanzioni emanate e possibilmente dell’ammontare complessivo delle sanzioni che si pensa di riscuotere».

Sono 12.931 – è la risposta della dirigente – «gli accertamenti a titolo di recupero dell’evasione dell’Imu». Accertamenti, continua Valchera, «emessi nel 2020 e tutti basati sul presupposto dell’illegittimità di dichiarare residenze “fittizie”, ai soli fini di poter ottenere agevolazioni tributaria».

La dirigente tiene a ricordare, inoltre: «Ogni attività accertativa emessa da questo Comune – a far data dal primo giugno 2019, momento in cui il Servizio tributi è stato reinternalizzato (nel 2016 era stato affidato alla società interamente pubblica “ICare”), è stata preceduta sempre da verifiche dei dati presenti nei nostri archivi e controlli incrociati e controlli incrociati al fine di ridurre al minimo gli errori».

Tanto che – ricorda la dirigente nel rispondere al consigliere comunale – «a oggi, rispetto agli atti emessi, gli annullamenti si attestano intorno a un 4,5 per cento e quindi nella totale fisiologia degli standard nazionali».

Detto questo, però, sono numerosi i cittadini che in queste settimane testimoniano di aver ricevuto richieste di pagamenti non dovuti. Per esempio, una Tari non dovuta per cifre importanti nell’anno in cui non si gestiva più l’azienda destinataria della richiesta da parte del Comune.

«Mi contestano che ho pagato nove euro di meno, ma se l’anno scorso mi hanno detto che era tutto a posto...», è la segnalazione di un cittadino di Torre del Lago in merito all’invio delle richieste di pagamento per la Tari 2015. «Ma se vogliono 15 euro glieli mando», commenta un altro cittadino: «Basta che non mi fanno perdere mezze giornate ogni anno a cercare la solita roba».

E così via, segnalazione dopo segnalazione attraverso le pagine Facebook cittadini più gettonate, ai tempi del virus: quelli in cui uscire di casa e affrontare le code a un ufficio postale o un ufficio pubblico a molti fa paura. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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