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Capitale della cultura, «si vince solo tutti insieme»

Donatella Francesconi
Capitale della cultura, «si vince solo tutti insieme»

Confronto on line promosso dal consigliere regionale Fantozzi (FdI) Ma Del Ghingaro tira dritto: «Chi vuole correre credo lo possa fare»

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Donatella Francesconi

viareggio. Prove di confronto-scontro sul bando “Capitale della cultura 2024” intorno al tavolo virtuale organizzato attraverso Facebook da Vittorio Fantozzi, già sindaco di Montecarlo e oggi consigliere regionale e vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Toscana. Così si confrontano via videocamera i due protagonisti del derby di Puccini, nel senso del centenario della morte che cade, appunto, nel 2024: Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca, e Giorgio Del Ghingaro, lucchese ma primo cittadino a Viareggio. «Lavorare insieme per far sì che il territorio esprime se stesso al meglio», è l’indirizzo dato da Tambellini in un intervento che butta lo sguardo all’intero territorio provinciale, segnato dalla vita e dal lavoro di Giacomo Puccini, da Lucca a Pescaglia, Massarosa, Torre del Lago, Viareggio. Una candidatura, quella alla quale Lucca sta pensando dal settembre scorso, «con un valore territoriale». E un monito: «Aggiudicarsi il bando di “Capitale italiana della cultura” porta al Comune vincitore un milione complessivamente. Cifra che non cambia le sorti di un Comune dal punto di vista economico-finanziario».

Tambellini parla per primo, con Del Ghingaro che si affaccia on line a confronto già avviato. A ruota arrivano le parole del primo cittadino di Viareggio: «Ogni città ha diritto di avere la propria autonomia. Non c’è paternità di rappresentanza da parte del Comune capoluogo, non c’è sudditanza da parte di nessuno. Chi vuole correre, credo lo possa fare». Del Ghingaro elenca i presupposti che ritiene impalcatura per la candidatura di Viareggio: «Mi pareva giusto, serio e opportuno, mettere in rete il lavoro fatto di valorizzazione delle nostre Fondazioni e di riorganizzazione degli spazi culturali di Viareggio. E valorizzare quello che appartiene alla tradizione e deve essere sviluppato in chiave di modernità, come per esempio il Premio Viareggio. Le Fondazioni, il Premio Viareggio, i musei, la casa Puccini sulle rive del lago: tutta questa roba muove un indotto di circa 100 milioni, per difetto, carnevale compreso. A questo vogliamo accostare altre cose per creare un indotto economico importante. È tutto concentrato sulla nuova Viareggio, che si vuole rilanciare in un’ottica di modernità».

Al punto in cui è finito l’appuntamento di ieri (al quale ha partecipato anche la presidente della Fondazione Carnevale, Maria Lina Marcucci, ipotizzando per Lucca una candidatura a “Capitale europea della cultura”) che il consigliere Fantozzi ha annunciato di voler replicare, è difficile immaginare che trovi rapido consenso la proposta avanzata da Riccardo Giannoni, consigliere provinciale ed esponente di Fratelli d’Italia: «Apriamo un tavolo di lavoro tecnico al quale via sia anche Confindustria». Perché – ha ricordato Giannoni riprendendo un punto sottolineato anche dal sindaco di Lucca – «nelle pre-condizioni del bando si parla di co-finanziamento dei privati. Facciamo che questo sia un ulteriore elemento per la vittoria, che sarà vittoria di un territorio ampio».

Punto, quello del valore del progetto che dovrà concorrere per il bando “Capitale della cultura italiana”, sul quale ha concentrato il proprio intervento anche Rodolfo Pasquini, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia-Province di Lucca e Massa Carrara, ma anche amministratore unico di “Lucca Promos”: «È il progetto che conta e il contenuto del progetto ce l’abbiamo: è il nostro territorio vasto, come quello di Lucca intesa come area provinciale. La forma migliore per arrivare a vincere è la vittoria del territorio».

Pasquini si è soffermato anche sullo scenario che si è delineato del derby di Puccini: «Non deve nascere una competizione tra due territori. Dobbiamo giocare in nazionale. Abbiamo la possibilità di vincere questa sfida solo ed esclusivamente se stiamo insieme. Il progetto, quindi, deve essere costruito molto bene».

In chiusura di incontro, con Del Ghingaro che aveva annunciato di avere un altro impegno on line, il sindaco Tambellini è tornato a fare sentire la propria voce: «Il problema è quello di mettere a sistema un territorio. Oggi è importante saper promuovere un territorio, di concerto, e nella sua interezza. E dobbiamo lavorare sempre più in una concezione di area vasta anche in termini di infrastrutture. Non si può immaginate ognuno il proprio pezzetto, nel tempo che verrà. Dobbiamo sempre più togliere di mezzo le istanze campanilistiche per lavorare secondo una dimensione condivisa». —

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