Gioco
Due pescherecci intrappolati dalla sabbia
L’allarme della Marineria: «Imboccatura del porto sempre più pericolosa. Non è possibile rischiare la vita così»
Donatella Francesconi
viareggio. I messaggi si moltiplicano, al mattino presto, dopo una notte difficile per due pescherecci Milupesca, “Luisa Milu” e “Vincenzo Milu”, che hanno dovuto vedersela con la sabbia in uscita dal porto di Viareggio: «Pure noi ci siamo insabbiati e parecchio, anche», è il messaggio che arriva da un’altra barca della Marineria viareggina: «Se fa un’altra libecciata, chi è fuori ci rimane e chi è dentro ci resta». E ancora: «Non c’è più fondo»; «Sta sparendo anche il canale di ingresso in porto. Dove prima si passava ora si tocca»; «Confermo: il canale dal fanale rosso in piazza Mazzini è diventato una cannuccia»; «È diventata troppo pericolosa l’imboccatura del porto». E infine, il vero e proprio allarme: «Non è più possibile che dobbiamo rischiare la vita così».
Francesco Miluccio è l’armatore dei due pescherecci che nella notte tra lunedì e martedì si sono trovati a combattere con la sabbia: «Alla fine le barche nostre sono uscite con due ore di ritardo. Le altre, invece, hanno dovuto attendere la mattina. Ogni volta è così: i comandanti si mettono di fianco al faro verde e guardano il mare, aspettando l’onda perfetta. Quando la vedono, mettono i motori al massimo e si buttano. Rischiando ogni volta. E noi a bordo abbiamo cinque persone».
Poche ore dopo, l’allarme è arrivato all’attenzione della Capitaneria di porto. Che il 4 marzo scorso aveva già diramato un Avviso ai naviganti per segnalare «una riduzione del battente d’acqua all’imboccatura del porto di Viareggio». L’avviso continua descrivendo «bassi fondali ai lati del canale d’accesso e, verso il centro, delle ostruzioni dovute alle periodiche mareggiate e alle correnti marine». Il risultato è che «in alcuni tratti il fondale non arriva ai quattro metri di battente». Per cui: «Navi e natanti in transito prestino massima attenzione alle batimetri e monitorino i fondali che continuano a essere interessati da fenomeni di formazione di barre sabbiose di entità variabile, non prevedibili e in continua evoluzione, che ne hanno ridotto la profondità in molti tratti in corrispondenza del passo di entrata».
La draga Zeta – spiega al Tirreno il comandante Ciro Petrunelli – «sta rientrando da La Spezia, dopo i giorni di mareggiata nei quali non ha potuto lavorare. Riprenderà l’escavo residuo, per un totale di 27mila metri cubi, lavorando 24 ore su 24. L’ultima mareggiata ha mosso i fondali. Per cui abbiamo prontamente raccolto le informazioni che ci sono arrivate dai pescatori e le abbiamo valorizzate con la direzione dei lavori in seno alla Autorità portuale regionale».
E se è vero che la manovra di uscita che porta ben più a Nord di piazza Mazzini è chiara nel Portolano, lo è altrettanto il fatto che per i pescherecci in uscita con mare mosso, si tratti di rotta improponibile. Soprattutto se – come in questi giorni – toccano la sabbia anche imbarcazioni da diporto con pescaggio di tre metri. —
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