Il Tirreno

Versilia

scuola senza pace 

Saltano le lezioni fatte a distanza per i bimbi costretti in quarantena

Luca Basile

Connessione Internet inefficiente all’elementare Mancini di Tonfano, che pure aveva comprato i tablet

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Luca Basile

pietrasanta. Carlo è davanti al pc, insieme ai suoi compagni di classe. Si scrutano a distanza, sorrisi spenti, sguardo assonnato, istantanee di curiosità. Poi sul monitor ecco arrivare l’insegnante: bene, comincia la lezione. Anzi no. La maestra parla, ma Carlo – nome di fantasia – non la sente. Anzi, non la sente nessuno. Poi ancora il volto della stessa insegnante svanisce, inghiottito dalla rete. Ritornerà solo un’ora dopo, a lezione conclusa.

Una storia di ordinaria inefficienza quella che caratterizza, da qualche giorno a questa parte, la didattica a distanza per gli alunni della scuola primaria Mancini di Tonfano: due classi, su cinque complessive, sono infatti costrette a non seguire le lezioni in presenza. Sono gli strascichi del Covid: piccoli in quarantena, controlli, tamponi e attese. Scenari pesanti per tutti, dal punto di vista psicologico e in particolare per chi, appunto i bambini, vive lo stare obbligato in casa, lontano dagli amici e dall’ambiente didattico, come una severa privazione.

«Ecco che allora diventa difficile spiegare al proprio figlio perché oltre a non potere andare a scuola, a causa del virus, non può neppure seguire normalmente una lezione a distanza: la connessione non funziona, salta, si interrompe, l’immagine “sgrana”, la voce dell’insegnante va e viene. I bambini – spiegano alcuni genitori – sono in quarantena da martedì scorso e così resteranno, salvo nuovi problemi, per tutta questa settimana. Il problema è che su quattro giorni di didattica a distanza due sono stati caratterizzati da problemi di connessione che, ovviamente, non dipendono dalle abitazioni delle famiglie, ma dal plesso didattico, le Mancini, da dove si collegano gli insegnanti. Abbiamo così chiesto spiegazioni alla dirigente scolastica che ci ha fatto sapere di non avere competenze in materia, visto che il referente in questi casi è il Comune. Abbiamo allora – proseguono le mamme – contattato lo stesso Comune: ci hanno spiegato che nello scorso mese di novembre l’ente aveva affidato ad una compagnia telefonica l’incarico di attivare la fibra ottica nelle scuole cittadine, Mancini inclusa. Ma alle Mancini questo, evidentemente, non è stato fatto. Risultato: la connessione funziona male, i bambini sono delusi e amareggiati, le lezioni vengono seguite con difficoltà e nel frattempo si rischia che la didattica a distanza, a causa della possibile zona rossa, prosegua per più settimane. E in queste condizioni non è proprio fattibile partecipare alle lezioni e a poco serve mettere a disposizione dei ragazzi, come fatto dalla scuola, i tablet con la connessione che non va. Per i nostri figli, quello stare davanti al computer è un momento di incontro: già stanno perdendo tutto, negare loro anche questa possibilità è inaccettabile. Anche perché siamo da un anno in questa situazione di emergenza e la connessione andava messa a punto per tempo».

L’assessora Francesca Bresciani è a conoscenza del problema, che coinvolge oltre 30 alunni, da venerdì scorso. «Appena informata mi sono subito attivata tramite i nostri uffici. La compagna telefonica ci ha fatto sapere che alle Mancini non è stata installata la fibra ottica perché si sono verificati problemi con l’installazione dei cavi. Sembra che l’unica soluzione fattibile sia quella di realizzare dei passaggi dei cavi per via aerea (e allora perché non farli subito senza aspettare mesi? ndr) Ad ogni modo già nella giornata di oggi la compagnia telefonica dovrebbe eseguire un sopralluogo in modo da risolvere il problema in tempi brevissimi. Fortunatamente – aggiunge Bresciani – fatta eccezione per le Mancini e, in parte per un’altra scuola, sul territorio i plessi sono tutti coperti e garantiscono un’ottima connessione. Va solamente garantita analoga funzionalità anche alle Mancini». —

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