Il Tirreno

Versilia

Gli uomini contro la violenza sulle donne «Stop alla cultura delle femmine-oggetto»

Gli uomini contro la violenza sulle donne «Stop alla cultura delle femmine-oggetto»

La lettera aperta sottoscritta da 49 versiliesi: «La liberazione del maschio è possibile». Ecco chi sono i firmatari  

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l’iniziativa

La violenza sulle donne riguarda tutti. Anche, o soprattutto, gli uomini. Per questo un gruppo di uomini, 49 per la precisione, ha sottoscritto una lettera aperta per chiedere il rispetto delle donne.

Il fenomeno è in aumento. Aumentano tutte le forme di violenza, incluso i femminicidi. «Di fronte a tanto orrore l’opinione pubblica, i media, e i giornali si risvegliano e chiedono, a gran voce, pene severissime per gli autori. Giuste le pene – dicono i firmatari della lettera –! Ma ci chiediamo: esprimere indignazione e invocare punizioni forti è sufficiente a comprendere il complesso fenomeno della violenza e a mettere in atto azioni di prevenzione e di contrasto?». Dopo la fiammata di sconcerto e di disprezzo per il mostro omicida, dicono, «rimane nei più, ormai è esperienza vissuta, l’abitudine a convivere con le quotidiane violenze che i maschi fanno sulle donne, perché incapaci di accettare un abbandono o di rispettare la libertà e l’autonomia femminile, arrogandosi il diritto di insultare, picchiare ed uccidere. Ci può essere però un altro vivere a patto che l’indignazione maschile verso i violenti si apra al desiderio ed alla disponibilità per il cambiamento. Dobbiamo allora incominciare ad interrogare la nostra educazione, le nostre esperienze, i nostri desideri e sentire quando l’amore diventa controllo, possesso e quindi gelosia che rende la casa un luogo insicuro e una galera».

Tutto questo, si legge ancora, «perché i violenti non sono mostri ma uomini (tranne poche eccezioni patologiche) normali, figli di una cultura patriarcale che ha sempre collocato il maschio in posizione di potere e di controllo mentre la donna in posizione di sudditanza, ubbidienza e allevamento. La violenza è un fenomeno trasversale a tutte le culture, ai ceti sociali, alle religioni, alle appartenenze politiche e alle etnie. Insomma la violenza sulle donne non ha gruppi di appartenenza, ma una sola connotazione è maschile. Non facciamo l’errore di non interrogarci perché il mostro è altra cosa da noi e non ci appartiene, spostando così il problema della violenza sulle donne sempre sugli altri».

Secondo i firmatari della lettera «c’è bisogno di uomini non solo educati, rispettosi e protettivi, cosa che ripropone una presunta debolezza femminile, ma di uomini che rompano con la cultura di potere che impone una virilità espressa nella sessualità delle prestazioni e nella visione del corpo femminile come oggetto da usare. La liberazione del maschio è possibile: bisogna costruire parole condivise e riconoscibili come: ascolto, dialogo, rispetto, passione, pazienza, riconoscimento, accoglienza, condivisione che soppiantino quelle patriarcali come potere, dominio, controllo, competizione, superiorità, sottomissione ed arrivismo».

Ecco i nomi dei firmatari: Francesco Fazzini, Viareggio; Riccardo Corrieri, Pietrasanta, Vittorio Francesconi, Viareggio, Cristiano Turchini, Camaiore; Giuliano Passaglia, Viareggio; Alessandro Neri, Camaiore; Antonio Maggi, Viareggio; Raffaele Manzone, Viareggio; Roy Lepore, Viareggio; Marco Malfatti, Viareggio; Luigi Sonnenfeld, Viareggio; Stefano Rinaldi, Massarosa; Alessandro Veronesi, Viareggio; Simone Pucci, Viareggio; Alessandro Bianchi, Stiava; Andrea Antonioli, Pietrasanta; Graziano Raschioni, Viareggio; Paolo Pasquini, Pietrasanta; Bruno Pitasi, Viareggio; Licio Lepore, Camaiore; Giorgio Angeli, Massarosa; Giacomo Angeli, Massarosa; Andrea Favilla, Camaiore; Luca Coccoli, Viareggio; Gabriele Ciucci, Camaiore; Pietro Neri Sargentini, Viareggio; Carlo Alberto Petrucci, Viareggio; Antonio Canova, Viareggio; Roberto Sampietro; Francesco Panetta; Riccardo Lapsin Zorzit, Camaiore; Silvano Motto, Camaiore; Marco Ghilardi, Camaiore; Franco Covili, Camaiore; Angelo Dionigi Fornaciari, Viareggio; Claudio Ghelardoni, Viareggio; Gianfranco Bianchi, Lucca; Giovanni Battista Romboni, Viareggio; Giacomo Catani, Viareggio; Paolo Cortopassi, Massarosa; Giuliano Dalle Mura, Viareggio; Moreno Lepore, Camaiore; Giorgio Menchini, Viareggio; Michelangelo Di Beo, Viareggio; Enrico Torrini, Viareggio; Gianni Delucchi, Viareggio; Riccardo Cecchini, Viareggio; Fabio Panicucci, Viareggio; Raffaello Ciucci, Viareggio. —

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di Redazione web