Il Tirreno

Versilia

«Estate con restrizioni? Le aziende del turismo non ce la faranno»

D.F.

Parla Sandra Lupori che è la presidente  degli albergatori viareggini 

3 MINUTI DI LETTURA





incog nita estate

Se l’estate dovesse arrivare con il meccanismo delle zone a colori, a seconda della diffusione della pandemia, o con restrizioni allo spostamento tra Regioni, «allora saremmo fritti». Non dubbi Sandra Lupori, albergatrice e presidente degli albergatori viareggini. «Bene il recupero delle strutture che guarda il futuro», sono le parole di Lupori al telefono con il Tirreno: «Ma fare previsioni oggi è difficilissimo». Nonostante la voglia e la tenacia nello sperare che il lavoro riprenda: «Avevo aperto le prenotazioni dal primo aprile e le ho già posticipate al 23 dello stesso mese. Sperando di non dover rinviare ancora. Quest’anno è ancora più difficile dello scorso anno».

Difficile perché nessuno a Roma sembra pensare all’estate, al turismo di cui l’economia italiana vive: «La situazione peggiora», continua Lupori, «e questo è l’unico dato che abbiamo al momento». Momento che vede – nel panorama generale degli alberghi viareggini – «prenotazioni pari quasi alla zero per l’estate e uguali a zero per quella metà settembre che dovrebbe vedere i Corsi mascherati che a febbraio il virus ha fermato». Quei pochi che prenotano, racconta Lupori, «sono clienti fidelizzati, non solo italiani ma qualcuno anche straniero».

Cosa fa un albergatore, oggi, con gli spostamenti bloccati, il turismo che non c’è, l’estate che non si riesce neppure a immaginare? «Poco prima delle otto del mattino io sono comunque in albergo», racconta la presidente della categoria a Viareggio: «Metto in ordine, faccio un po’ di giardinaggio, apro le email sperando ogni volta di trovare una prenotazione. Invece trovo solo pagamenti da effettuare. Un esempio: il canone Rai, posticipato a fine marzo, ma mi è già arrivato l’avviso che mi ricorda il pagamento. Un altro: la Siae. Ha confermato un po’ di sconto, ma la scadenza è a fine giugno. Se va bene, iniziamo a lavorare e subito dobbiamo fare fronte a tanti pagamenti».

C’è poi il fronte occupazionale che preoccupa non poco: «Chi è aperto tutto l’anno», sottolinea Lupori, «ha potuto mettere i lavoratori in cassa integrazione. Gli altri tengono in parola i dipendenti stagionali, ma nessuno sa – al momento – quando entreranno al lavoro e per quanti mesi lavoreranno». Il che si riflette poli sul diritto o meno alla disoccupazione che in molti già dopo la stagione 2020 non hanno ricevuto. «C’è poi il nodo dell’apertura serale dei ristoranti, che sembra nessuno voglia affrontare», ricorda l’albergatrice: «Perché ci sono hotel che non hanno il proprio ristorante. E la clientela che fa? Vive di consegne in hotel?».

Insomma, «la situazione a primavera 2021 è ben più preoccupante di quella dello scorso anno. Senza considerare che gli alberghi hanno chiuso per la maggior parte a fine settembre/primi di ottobre 2020. Sono davvero tanti mesi, ormai». —

D.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web