Gioco
L’accusa dell’ex ragioniera: fuori per contrarietà al dissesto
In una lettera all’amministrazione la dipendente si difende sulla sua valutazione «Troppo basso il punteggio assegnato sulla collaborazione col segretario»
Cesare Bonifazi
Massarosa. Il documento consegnato dall’ex ragioniera capo Monica Torti al Comune di Massarosa è denso di elementi che sottolineano la distanza tra l’ex dipendente (che lavorava “a scavalco” con il municipio di Pietrasanta) e l’attuale amministrazione. La ragione della missiva è una difesa del proprio operato che è stato valutato con un punteggio basso. La professionista infatti ritiene «il giudizio espresso non rispondente né alle prestazioni lavorative svolte né all’andamento dei fatti». E spiega: «Avrei gradito trovare tra gli allegati le deliberazioni di approvazione del piano della performance con i relativi indicatori, degli obiettivi assegnati e di rilevazione dello stato di attuazione - scrive nella lettera inviata a sindaco e segretario generale - Attribuire alla sottoscritta il massimo punteggio nell’attitudine al problem solving ma solo una valutazione di tre punti su cinque all’individuazione degli obiettivi e alla collaborazione col segretario e gli amministratori mi pare poco coerente e poco rispondente ai fatti: la scarsa disponibilità al dialogo, se a qualcuno deve essere imputata, dovrebbe essere attribuita agli amministratori stessi e al dirigente che mi ha sostituito col quale ho potuto scambiare due parole soltanto quella mattina che, avendo scambiato il giorno in presenza al lavoro, l’ho trovato al mio posto».
Ma l’ex ragioniera si sofferma anche sulla questione del dissesto che è stato uno dei motivi di distanza: «La volontà gridata a gran voce dal sindaco di dichiarare a tutti i costi il dissesto - si legge - a prescindere dall’andamento dei dati finanziari, a prescindere dalle operazioni fino a quel momento messe in campo, a presvindere dall’inesistenza di rilievi della Corte dei Conti volti a evidenziare una situazione di squilibrio finanziario irreversibile, ha trovato da subito ostacolo nel parere della sottoscritta. Parere irremovibile al punto tale da far emergere la necessità politica di incaricare una ditta (dallo stesso sindaco individuata) ritenuta capace di trovare motivazioni tecniche per il presunto stato di dissesto. Il duplice incarico affidato per la certificazione dei bilanci e per la redazione del piano di riequilibrio non ha portato a null’altro che a una scarna relazione consegnata il 9 agosto 2019 contenente una serie di copia e incolla di stralci delle relazioni tecniche allegate a mia firma a tutti i bilanci consuntivi dell’ultimo decennio e a un evanescente piano di riequilibrio che mai è stato possibile visionare o reperire negli atti dell’amministrazione. Tale divergenza di opinioni ha portato alla risoluzione anticipata, unilaterale e senza preavviso della convenzione in essere con il Comune di Pietrasanta per l’utilizzo a scavalco della sottoscritta, che è stata risolta direttamente dal Comune di Massarosa con una pec del 6 settembre 2019 cosicché il consiglio comunale il 27 novembre ha finalmente potuto deliberare lo stato di dissesto con motivazioni fumose, lacunose e incoerenti con altri atti in precedenza assunti e mai revocati».
E conclude: «Mi pare superfluo ricordare che durante l’anno oggetto della valutazione non ho ricevuto alcuna contestazione o richiamo e durante lo svolgimento dell’attività lavorativa a Massarosa l’impegno profuso è stato maggiore dato che ho dovuto dedicare tempo alle richieste di chiarimenti e spiegazioni alla società incaricata di cui sopra». —
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