La protesta
«Dalla Bastia al Politeama Ecco tutte le cose che Viareggio ha perduto»
L’elenco stilato da Pio Franceschi è lunghissimo e comprende manifestazioni emigrate altrove ma anche negozi storici ormai chiusi
la lettera
Francesco Franceschi, conosciuto da tutti come Pio, amante del Carnevale e della nostra città, ha lavorato al bar Manetti, Olivieri, negli alberghi Astor, Palace, alla Bussola e commercializzato per anni il prelibato gelato “Dessert Versilia”. Una volta andato in pensione ha voluto ricordare un po’ tutte le cose, che nel corso degli anni Viareggio ha perduto.
«Iniziamo il nostro percorso sul molo, dove chi ha come me qualche anno – dice – non può non ricordare il Galeone denominato “Santa Barbara”, danneggiato in seguito ad un incendio e poi tolto dagli ormeggi. Oltrepassando il canale Burlamacca la mente mi porta al Circolo della Stampa, che non c’è più, come il Teatro Politeama e il Supercinema. In Darsena lo stadio dei Pini è chiuso e tutti auspichiamo dopo i lavori di ristrutturazione che possa essere riaperto. Negli anni d'oro ha ospitato manifestazioni di un certo prestigio, su tutti la “Coppa Carnevale”, il Meeting di atletica leggera e le gare del Viareggio calcio. È chiusa la piscina comunale intitolata a tre poliziotti barbaramente uccisi in un conflitto a fuoco con banditi “Mussi,Lombardi,Femiano”. Non c’è più la storica e spettacolare gara di off shore, “Viareggio-Bastia-Viareggio”. In Passeggiata sono diversi gli esercizi commerciali che sono stati chiusi. Dal bar Olimpic che ospitava il tradizionale “Tappino d’oro”, al bar Manetti, la Perla Nera, i negozi Pineider, il 48, il Mondo Disco. Il Margherita è stato completamente modificato da ristorante e sala da ballo nel giardino che d’estata ospitava il concorso canoro “Villeggiante al microfono” presentato da Nunzio Filogamo con tanta gente, adesso c'è anche una libreria. È sparito il bar Balena e il cinema Eolo, il negozio Foto Vespignani».
Pio Franceschi si sposta poi in Pineta di Ponente dove «c’erano un Ippodromo e un teatro all’aperto chiamato “Arena Puccini”: sono solo ricordi. Il giornalista e musicologo Aldo Valleroni ideò un Festival canoro a carattere nazionale che non fu compreso dai viareggini ed emigrò a Sanremo diventando il Festival della musica italiana d’eccellenza. Altra manifestazione che non c’è più, è quella di Comunione e Liberazione trasferitasi a Rimini. Anche il Congresso dell’Anci che come l’evento di sopra, portava tanta gente si è perduto per non avere mai avuto un vero e proprio Centro Congressi e un grande teatro. Solo se i Comuni della Versilia si mettessero d’accordo e pensassero allo spazio di Bussoladomani qualcosa potrebbe essere recuperato. Poi non dimentichiamoci il Summer Festival di Mimmo D’Alessandro espatriato a Lucca. Dopo la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri è rimasto lo stabile fatiscente in via Foscolo, che andrebbe restaurato.
«Andando nell’interno della città non si vedono altro che saracinesche abbassate e chiusure purtroppo di tante attività. Non molto tempo fa erano più di 400 , oggi il numero è aumentato. Mi auguro che Viareggio possa essere rilanciata come merita, e che qualche manifestazione possa essere rilòanciata, perché è una città meravigliosa, che si merita la sua giusta collocazione, come lo è sempre stata nel top delle città turistiche, frequentata da bella gente che una volta scoperta, se ne è innamorata per sempre». —
R.L.
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