Il Tirreno

Versilia

seravezza 

L’addio a don Percich L’arcivescovo di Pisa: «Ha servito la comunità»

T.B.G.
L’addio a don Percich L’arcivescovo di Pisa: «Ha servito la comunità»

2 MINUTI DI LETTURA





seravezza. A dare l’ultimo saluto a don Giuseppe Percich, ieri a Querceta, c’erano tutti i parroci della Versilia. Don Roberto (prete di Vallecchia, Ripa e Strettoia), don Simone (parroco di alcune frazioni di Stazzema), don Piero di Forte dei Marmi, don D’Atri di Pietrasanta, e don Hermes. E il sacerdote della chiesa Santa Maria Lauretana, don Napolitano, chiesa dove monsignor Percich aveva trascorso la sua vecchiaia (dal ’94 quando andò in pensione) fino a lunedì quando è morto all’ospedale San Camillo. «Devo solo dirgli grazie per quello che ha fatto. Era un uomo prezioso, e da giovane anche esplosivo», ha detto don Napolitano. Qualche parrocchiano ha invece ricordato che finché ce l’ha fatta, con i suoi acciacchi, aveva celebrato messa ogni sera alle 18. Fra i presenti al funerale c’erano anche il sindaco Riccardo Tarabella e l’assessore Orietta Guidugli, lo storico versiliese Ezio Marcucci, e il presidente della Croce Bianca Paolo Giannarelli. A celebrare la messa è stato l’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto. «Oggi diamo il saluto, su questa terra, a Don Percich», ha detto dall’altare: «La sua è stata una lunga vita sacerdotale. È tornato a Querceta dove aveva iniziato, e si è messo a disposizione di questo popolo continuando a confessare e a celebrare. Spesso siamo tentati di valutare il nostro sacerdozio in quantità, invece che in qualità dell’amore, mettendoci in gioco». Come aveva proprio fatto don Percich, che era stimato dalla comunità del capoluogo seravezzino prima – dove era stato preposto dal ’73 al ’94 – e poi a Querceta. Era arrivato a Pisa da Fiume dove era nato nel 1930 (ma si sentiva istriano per parte del padre), come esule di guerra, seguendo monsignor Ugo Camozzo che fu promosso arcivescovo di Pisa nel ’48. Nel 1954 arrivò a Querceta come cappellano, fino al 1959, poi passò a Vallecchia dove divenne parroco. Marcucci ha ricordato: «Grazie per aver amato questa terra che continuerà essere riconoscente per il servizio reso. Lassù continui a pregare per noi e noi continueremo a farlo per lei». —

T.B.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web