Il Tirreno

Versilia

una vicenda che fa discutere 

Critiche agli avvocati per il vaccino già fatto «Non siamo privilegiati»

M.T.
Critiche agli avvocati per il vaccino già fatto «Non siamo privilegiati»

Eros Baldini risponde  a quelli del “prima le cassiere” Del Dotto: «Mi sarei aspettato di farlo prima come sindaco che come professionista»

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Viareggio. I vaccini anti-Covid agli avvocati, peraltro stoppati dalla Regione che ha deciso di non proseguire più per categorie professionali ma per patologie ed età, fanno discutere. Anche in Versilia. Dove un legale molto noto come Eros Baldini, tra l’altro presidente degli avvocati penalisti della provincia di Lucca, si è visto rivolgere critiche senza troppi giri di parole sui social. Era “colpevole” di aver comunicato, con soddisfazione, l’avvenuta vaccinazione.

È lo stesso Baldini a spiegare la propria posizione sul tema, che ha suscitato perplessità (non solo sui social) .

«Capisco che una decisione del genere, presa in precedenza dalla Regione (che però ha fatto un passo indietro, ndr) possa far discutere – dice l’avvocato Baldini – E io sono disponibile ad affrontare l’argomento con chiunque, anche in una tavola rotonda. Ma a passare da privilegiato non ci sto». A Baldini è stato contestato il fatto di essere arrivato a vaccinarsi prima di categorie come le cassiere del supermercato. Che vengono ritenute maggiormente esposte al rischio di contagio rispetto a un legale.

«Intanto vorrei precisare – dice – che gli avvocati sono stati vaccinati in quanto facenti parte di un intero sistema, quello della giustizia. Si è deciso, dopo aver dato le dosi anti-Covid ai lavoratori della sanità, agli anziani delle case di riposo, agli insegnanti e alle forze dell’ordine, di mettere al riparo il nostro sistema giudiziario. Quindi giudici, pubblici ministeri, cancellieri, ufficiali giudiziari e così via. Tra questi ci sono anche gli avvocati. Il paragone con le cassiere? Con tutto il rispetto, non lo trovo pertinente. Se un avvocato o in generale una persona che lavora nella giustizia si ammala, si creano delle difficoltà alla macchina e alla persone che da questa macchina deve essere giudicata. Capisco che siamo poco popolari come categoria, ma quando ti devi difendere in un qualsiasi procedimento l’avvocato serve. E se si ammala è un problema. Inoltre – prosegue Baldini – vorrei chiarire a chi non lo sapesse, perché non adeguatamente informato, che agli avvocati hanno dato il vaccino Astra Zeneca. Che da protocollo non può essere fornito a persone anziani e fragili. Se ci sono le dosi di Astra Zeneca e non possiamo darle a queste persone, possiamo anche buttarle o tenerle in frigo. Oppure decidere di darle ad altre categorie di persone che possano riceverlo».

Sull’argomento Alessandro Del Dotto, che è sindaco di Camaiore e avvocato civilista, dà la sua doppia visione di professionista e responsabile della salute dei suoi concittadini. «Tutto è discutibile – dice Del Dotto – Io, per esempio, mi aspettavo di essere vaccinato prima come amministratore pubblico, viste le centinaia di contatti alla settimana, che come professionista. È chiaro e lampante che la questione fondamentale è la scarsità dei contingenti di vaccini, anche se il ministro Speranza ha annunciato nove milioni di dosi nei prossimi giorni. A cascata, ciò impone considerazioni di carattere generale sui criteri di priorità. Pur non avendo avuto alcun ruolo né dialogo con chi (Regione e Ministero) decide, credo che la questione dei criteri di individuazione delle categorie di vaccinazione sia complessa e legata sia all’ampiezza dei numeri, sia a dati statistici relativi ai contagi effettivi e alle caratteristiche dei lavori. Questo mi porta a dire, fuori dai denti, che il settore delle commesse e delle cassiere nell’ambito dell’alimentare sia il più esposto in assoluto; così come sarebbe urgente spingere la vaccinazione sui settori dei servizi pubblici e delle amministrazioni pubbliche. Ma la questione, torno a dire, è altra: se ci fossero vaccini non si starebbe qui a polemizzare sul “chi prima, chi dopo”». —

M.T.

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