Gioco
Un’automobilista: «Insultata dai ciclisti sul lungomare»
La denuncia di una mamma: «Occupavano la carreggiata, ho chiesto di spostarsi e hanno cominciato a offendermi ad alta voce»
pietrasanta. «Sono stata insultata in modo becero e inaccettabile. E solo perché avevo chiesto il rispetto di regole che valgono per tutti».
Parole di una nostra lettrice che due giorni fa, sul lungomare di Marina si Pietrasanta, si è imbattuta in un gruppo di ciclisti che precedevano la sua auto.
«Mi stavo recando verso Focette: davanti a me, appunto, una decina di ciclisti che occupavano tutto il lato della carreggiata o quasi facendo i propri comodi».
Il classico “gruppone”, dunque, con poca o nulla voglia di spostarsi: «Ho suonato una prima volta il clacson sperando in questo modo che si mettessero quanto meno in fila o che mi lasciassero sorpassare: hanno fatto finta di niente. Ho così suonato di nuovo e allora hanno cominciato a gridare, a ridere, a voltarsi offendendo, a fare delle battute ad alta voce pesanti sulla mia persona, in quanto donna. Ero in auto con mio figlio che ha cinque anni: ho così rallentato – racconta ancora Paola – e poi ho accostato l’automobile.
«Questo gruppo di ciclisti – prosegue la nostra lettrice – ha invece proseguito come se niente fosse ignorando l’alt di un semaforo. Mi sono sentita umiliata e anche in difficoltà di fronte a mio figlio. Non ho mai capito perché alcuni ciclisti, non tutti ovviamente, si comportano in questo modo mettendo con il loro comportamento a rischio la sicurezza delle persone, attraversando spesso i semafori rossi e facendo i gradassi in particolare quando sono in gruppo. E se poi provi, come nel mio caso, a chiedere un minimo di rispetto delle regole, quelle che tutti sono chiamati ad osservare, ti ritrovi insultata e derisa. Comportamenti da persone ignoranti, da bulli da due soldi. Che grande tristezza». —
L.B.
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