Il Tirreno

Versilia

Addio a "Marcone", anima della contrada della Quercia

Marco Lorenzoni (con al bandiera in mano) in una foto d'epoca
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Marco Lorenzoni (con al bandiera in mano) in una foto d'epoca

Marco Lorenzoni aveva 58 anni. Venerdì il funerale con un omaggio dei contradaioli

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SERAVEZZA. Tutta Querceta e il mondo del Palio dei Micci si ritrovano ancora una volta stretti nel lutto. Giovedì 3 marzo, all’ospedale Versilia dove negli ultimi giorni era stato sottoposto a ricovero, è scomparso Marco Lorenzoni, conosciuto in tutto il paese come appassionato del Palio e storico pilastro della contrada La Quercia. Aveva 58 anni. Con i colori bianconeri cuciti addosso Marco Lorenzoni aveva trascorso tutta la sua vita fin dalla prima adolescenza.

Conosciuto da tutti come Marcone nonostante la corporatura esile, da oltre vent’anni ricopriva la carica di consigliere di contrada divenendo nel tempo una figura di spicco intorno alla quale ruotavano la vita e le attività dell’intero gruppo. Mai però aveva voluto ricoprire l’incarico di presidente lasciando ad altri (tra cui suo cugino, Andrea Lorenzoni) oneri e onori di guidare la contrada. «Era il nostro pilastro – lo ricorda il presidente della Quercia Luca Carducci, suo amico d’infanzia – una figura imprescindibile per qualunque nostro contradaiolo. Non era come tutti gli altri, per noi era il contradaiolo per eccellenza: se aveva dieci minuti di tempo libero lo trovavi sempre in sede, se in vista del Palio o di una qualunque altra manifestazione c’era da fare qualcosa lui era sempre in prima fila, pronto a dare una mano o un prezioso consiglio. Aveva un’attenzione ai dettagli che tutti gli invidiavamo».

Anche per questo il suo fiore all’occhiello era l’organizzazione del corteo storico. «Anche quando non era parte della commissione apposita – racconta Carducci – chi ci lavorava finiva per coinvolgerlo per un consiglio o un parere. Durante il lockdown lo scorso anno – ricorda il presidente della contrada – si era preso il compito di potare gli alberi e pulire l’area dove svolgiamo la sagra e spesso, quando ci vedevamo, mi raccontava le sue idee per quando saremmo stati pronti a ripartire. Per noi tutti – conclude – è una perdita immensa e incolmabile: viveva la contrada più di tutti gli altri, la Quercia era la sua vita».
Camionista nell’azienda di trasporti della famiglia, prima della chiusura, ultimamente si manteneva svolgendo lavori saltuari, curando giardini e praticando mansioni da tuttofare per chi lo richiedesse. Tutto fino a due settimane fa, quando un’improvviso malore lo aveva costretto a sottoporsi a controlli medici più approfonditi. Da lì il ricovero e le cure continue dei medici che però non sono bastate a salvarlo.

Lascia il figlio Michele di 29 anni (avuto con l’ex moglie da cui era separato da tempo) e il fratello Alessandro, noto commerciante nel settore lapideo. La salma da stamattina sarà esposta alla Croce Bianca di Querceta mentre i funerali si svolgeranno venerdì 5 marzo alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria Lauretana di Querceta: alle esequie gli renderà omaggio anche la sua contrada con una rappresentanza in costume storico.

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