Gioco
La Passeggiata resta affollata: in tanti senza mascherine
Controlli anti assembramento per tutto il pomeriggio della polizia municipale Volontari al lavoro tra qualche insulto e chi dice «sono vaccinato»
Donatella Francesconi
viareggio. Meglio la domenica di quello che si è visto sabato pomeriggio con frotte di giovani e giovanissimi assembrati un po’ ovunque, ad alto tasso alcolico. Ma se la spiaggia, spazio aperto per eccellenza, non ha subito nessun assalto e chi l’ha scelta per una passeggiata ha rispettato le regole del distanziamento, così non è stato per la Passeggiata. Sul Lungomare si sono visti anche balconi super affollati fino a una ventina di persone per volta; il Molo è stata meta di inevitabili assembramenti (da un lato c’è l’acqua del Burlamacca) e gruppi di persone fitti fitti si sono visti sui muretti di piazza Maria Luisa, piazza Mazzini, Lungomolo.
I più giovani hanno affollato, invece, piazza Pea e piazza Campioni dove qualcuno – nel pomeriggio – ha anche portato una grossa radio per fare un po’ di musica e ballare, vista spiaggia. E, fino al tardo pomeriggio, la via Barellai (retro Passeggiata) – dove i mezzi delle forze di polizia non possono transitare, causa spazi limitati – ragazzi e ragazze si sono ammassati bevendo quanto i bar passavano dal retro.
Per tutto il pomeriggio di ieri a pattugliare la Passeggiata è stata la polizia municipale di Viareggio. Sabato pomeriggio erano intervenuti sul caso fuori dai bar più gettonati anche polizia di Stato e carabinieri della Compagnia di Viareggio. È molto probabile che nei prossimi giorni, sui tavoli di sindaco e Prefetto vengano depositate dettagliate relazioni dei fatti a sollecitare l’esigenza di misure restrittive relative ai principali punti di aggregazione in città, tra centro, periferie e Passeggiata, in particolare per quanto riguarda le piazza dove si trovano i bar più frequentati anche per l’aperitivo da asporto.
In giro per la Passeggiata, anche ieri, i volontari di “Blu Italia Group” – in servizio fino al 30 giugno grazie ad una intesa verbale raggiunta con il Comando della polizia municipale – che non hanno però alcun potere: «Possiamo e dobbiamo sollecitare a indossare le mascherine», raccontano, «e ci siamo presi anche qualche “vaffa”. C’è anche chi, all’invito di ricordare la mascherina, ci risponde “sono vaccinato”. In tanto, però, ci segnalano le irregolarità e ci chiedono di fare qualcosa». Sulle quali, però, i volontari non possono intervenire. Mentre il cronista parla con loro, ecco passare tra ragazzi, tutti maschi e tutti molto giovani: look inappuntabile per tutti e tre, uno solo di loro porta regolarmente la mascherina, un altro la indossa sotto il mento, il terzo proprio non ce l’ha, almeno sul volto.
E non è solo un problema di locali più o meno gettonati, anche se – nel pomeriggio di ieri a bar chiuso – piazza Shelley si presentava priva dei consueti assembramenti che poco o niente hanno a che fare con il bar visto che molti ragazzi acquistano alcol nei supermercati del cento e lo consumano seduti sotto il loggiato di Palazzo Paolina anche a bar Shelley chiuso alle 18 in punto. Il problema è quello del rispetto della definizione di “asporto” così come da Decreti anti contagio da Covid-19: asporto non significa consumo fuori dal bar o dal locale, ma allontanarsi di almeno 50 metri dal luogo dove è stato effettuato l’acquisto e bere o mangiare comunque senza creare gli assembramenti quotidiani. Per quanto doloroso sia per la vita sociale, il distanziamento continua a essere lo strumento principale anti contagio. Strumento che va fatto rispettare, costi quel che costi. —
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