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Il cavalcavia verrà demolito ma ancora non c’è un progetto

Il cavalcavia verrà demolito ma ancora non c’è un progetto

La Provincia dovrà poi trovare i soldi. Menesini: «Contiamo di poterlo finanziare nel 2022»

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querceta. In quattro anni si sono susseguite tre ipotesi diverse, sulla ristrutturazione del cavalcavia di Querceta, con altrettante stime economiche (al rialzo), e promesse politiche sui tempi di intervento svanite col tempo. Intanto ieri Rete ferrovie italiana ha dovuto rimuovere pezzi di calcinaccio che stavano cadendo sui binari della stazione ferroviaria di Forte dei Marmi-Seravezza. Sia la Provincia di Lucca che il Comune sono concordi nel fatto che – seppure non sia a rischio crollo, come garantito dalle autorità – ci sia bisogno di un grosso lavoro sul ponte che attraversa la via Aurelia e la ferrovia, ma ancora non ci sono i soldi.

E ogni ente scarica le responsabilità su altri: il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella sulla Provincia, e il presidente Luca Menesini sul governo che «solo con la Finanziaria di dicembre 2020 – dice – ha finalmente inserito delle risorse per i ponti provinciali: contiamo di poter finanziare nel 2022 il cavalcavia di Querceta».

Intanto, in base all’ultimo incontro avvenuto a gennaio fra l’amministrazione Tarabella e la Provincia, e in base al primo stralcio di progetto, il ponte sarà rifatto totalmente nuovo, non sarà un sottopassaggio, e costerà quattro milioni di euro (rispetto ai circa due milioni detti in precedenza, e agli 800mila stimati nel 2018). Fra il primo grido di allarme, lanciato dalla giunta seravezzina a marzo 2017, e l’inizio dei lavori al cavalcaferrovia, saranno passati quattro anni. E per tutto quest’anno i residenti della Versilia transiteranno su quell’infrastruttura con il limite di 30 chilometri orari, la carreggiata ristretta dai new jersey (che con la pioggia e il vento talvolta invadono le corsie), e un passaggio di camion con portata massima inferiore a 50 tonnellate. Sono due i motivi, per il sindaco di Seravezza, se è passato tutto questo tempo: «Dopo diversi incontri e le nostre sollecitazioni – dice Tarabella, delegato ai lavori pubblici – il progetto sul cavalcavia ha avuto un mutamento: da semplice ristrutturazione, e dopo le verifiche tecniche, abbiamo preferito intraprendere la strada di un ponte nuovo, più corto e con caratteristiche che lo renderanno di prima categoria».

Quello attuale è di seconda categoria, cioè costruito con criteri relativi a precedenti normative (del 1962), e quindi in grado di sopportare carichi inferiori ad esempio. Fu realizzato nel 1968 da un consorzio di Comuni dell’Alta Versilia e dalla Provincia di Lucca (poi fu sottoposto ad un consolidamento nel ’78).

«La spesa prevista – prosegue il sindaco – quindi ora si aggira intorno a quattro milioni di euro, inferiore a quella che avremmo affrontato con un sottopassaggio che era più complesso da realizzare. Inoltre – prosegue – è la Provincia che si deve occupare di reperire le risorse perché quel ponte è di loro competenza. Noi avevamo espresso le criticità già quattro anni fa: a distanza di due anni aspettavamo venisse finanziato, poi a sorpresa si è deciso di rifarlo nuovo». La Provincia di Lucca ha inserito quell’intervento nel piano delle opere pubbliche, nel 2022.

Menesini, nonostante il tempo trascorso, spiega che non è stato tutto vano. «La progettazione definitiva è a buon livello – dice – pronta per essere finanziata. La finanziaria approvata a dicembre ha stanziato fondi sui ponti. Fino a prima c’erano stati tanti monitoraggi ma zero soldi. Questa struttura ha bisogno di risorse esterne, la Provincia ormai ne ha limitate». È convinto di chiudere la progettazione a breve e nel 2022 fare i lavori. Ma c’è un problema da risolvere: «Ci sono gli oneri da riconoscere a Ferrovie dello Stato per l’interruzione della linea ferroviaria nei giorni dei lavori, e si tratta di quasi 2 milioni di euro che vanno ad aggiungersi a circa 3 o 4 del progetto. Ci stiamo confrontando con Ferrovie e gli enti sovraordinati per trattare questo scandaloso onere».

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